Elle racconta i mestieri della moda, nuove professioni e antichi saperi

Di Maria Elena Viola
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Photo credit: Elle Italia
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From ELLE

"La faccio breve. Non vorrei destarle disturbo più del dovuto, chiedendole un consiglio. In questi ultimi tempi mi sento costernata tra due venti, quello luminoso e a sprazzi intangibile del sogno e quello meno chiaro e più reale del mondo pragmatico. Devo decidere l'università". A scrivere è Sara, 18 anni da poco compiuti, studentessa curiosa e prolifica di idee, che nella vita ama fare molte cose, ma soprattutto giocare con le parole e disegnare. Ogni tanto mi manda una mail per condividere con me pensieri e ambizioni, dubbi e riflessioni su questo futuro incerto che le si para davanti e in cui vorrebbe lanciarsi, s’intuisce, a perdifiato e senza imbragature. Ma avendo, se possibile, un taccuino di istruzioni. Giusto due dritte che le diano il senso della direzione. Il viaggio poi, si sa, si affronta da soli.

Come lei, tante giovani donne che scrivono al giornale, si sentono divise tra “il mondo intangibile del sogno" e quello “pragmatico”, come se fossero due universi distinti e paralleli, che a volte si sfiorano ma non s’incontrano mai. Da una parte c’è "quello che vorrei fare da grande", dall’altro "quello che farò" – sottintendendo potrò, dovrò, mi accontenterò – ché i sogni non son fatti per la vita reale. E invece sì, care lettrici, soprattutto a 18 anni. Davanti a un orizzonte di erba fresca ancora incalpestato, su cui tracciare sentieri e piantare bandierine come quell’uomo che andò sulla Luna. I sogni restano materia evanescente solo se uno li lascia a impolverare in una teca. Come suppellettili preziose da ammirare (o rimpiangere, una volta scaduti) e non oggetti utili da usare. Perché tenere chiuse sotto chiave le posate d’argento, le porcellane, il servizio buono? Meglio rischiare di romperlo piuttosto che condannarlo a una vita da museo. Sciupate i vostri sogni, imbanditeci la tavola, sporcateli, perdeteli, sostituiteli, aggiustateli. Viveteli insomma. Non guardateli e basta.

Con questo intento nasce il nostro progetto sui Mestieri. Un’articolata guida a più mani, su cui si sta cimentando la valente redazione di Elle, per fornire informazioni pratiche e strumenti concreti e aiutare chi ci legge e soprattutto chi ci scrive chiedendoci consigli, a orientarsi nel mare magnum delle offerte formative, e trasformare talenti e aspirazioni in possibilità. Per loro, per voi, guidati dallo spirito di servizio e dall’attenzione che da sempre la nostra testata dedica alle tematiche del lavoro nel solco di Elle Active!, abbiamo selezionato i migliori percorsi da intraprendere, tra scuole, facoltà, accademie, master e workshop, raccogliendo le testimonianze di esperti del settore e i suggerimenti di chi quei lavori già li fa con perizia e passione.

Cominciamo con la moda, la più aspirazionale delle professioni, almeno per molte delle nostre lettrici, compresa Sara che ho citato all’inizio. Un settore che come tanti è stato toccato dalla pandemia, ma ha saputo trovare in sé gli anticorpi per reagire, reinventando rapidamente nuovi linguaggi, esplorando strade inedite, aprendosi alle contaminazioni, esercitando con grande senso di autocritica una sana riflessione per resettare ciò che non andava e aderire con più convinzione alle nuove priorità: sostenibilità, lotta agli sprechi, digitalizzazione.

Il made in Italy ha saputo resistere meglio di altri all’urto post-covid, pur avendo subito nell'ultimo anno inevitabili perdite, perché è un sistema solido, fatto di piccole e grandi realtà che possono contare sul savoir- faire di bravi artigiani e sarti provetti, aziende familiari storiche, designer e professionisti di prima grandezza. Un patrimonio di saperi e conoscenze che ci ha reso famosi nel mondo e che si tramanda di generazione in generazione, restando sempre al passo con i tempi, grazie all’abilità nel coniugare tradizione e innovazione.

La buona notizia è che questo mondo ha sempre bisogno di “produrre” eccellenze e dunque, anche nei momenti difficili, offre opportunità di lavoro che garantiscano un continuo ricambio di talenti e di energie. Ed è qui che entrate in gioco voi, cari ragazzi e ragazze in cerca della vostra strada, portatori di sogni, amanti della moda, che è un universo molto più ampio e variegato di quello che forse immaginate. Leggete il nostro speciale e scoprirete quante figure e nuove professionalità esistono al suo interno, e quante strade aprono le accademie specializzate e i tanti progetti di Fondazioni e Maison, spesso finalizzati a un impiego immediato. Non pretendiamo che sia una guida esaustiva, ma una buona bussola sì. Il resto dovete mettercelo voi. Passione, impegno, umiltà, talento, fantasia. Che poi, se meritata, anche la fortuna arriva. Insomma, buttatevi. E in bocca al lupo.

P.S. Scrivetemi pareri, commenti, consigli a direttoreelle@hearst.it. E il prossimo numero di Elle ti aspetta in edicola dal 18 marzo.