Elliot Page primo uomo trans sulla copertina del Time racconta il suo doloroso percorso di transizione

Di Elisabetta Moro
·4 minuto per la lettura
Photo credit: time
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From ELLE

"Volevo essere un ragazzo. Chiesi a mia madre se un giorno avrei potuto esserlo". Elliot Page - per la prima volta dopo il coming out come transgender e non-binary - parla a cuore aperto sul Time del suo lungo e spesso difficile percorso che l'ha portato oggi ad abbracciare pienamente la sua identità. Aveva 9 anni quando ha capito per la prima volta di voler essere un maschio. Cresciuto ad Halifax, in Nuova Scozia, Page si immaginava come un ragazzo durante i giochi, ma il contrasto con ciò che vedevano gli altri sembrava insanabile. Finalmente un giorno racconta di aver convinto la madre a permettergli di tagliarsi i capelli: per la prima volta l'immagine esteriore di se stesso sembrava combaciare con quella interiore. Il sollievo però è durato poco: arriva il primo ruolo femminile nel film TV Pit Pony e con esso una parrucca e vestiti femminili. "Inseguire la mia passione è stato frutto di un difficile compromesso".

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"Sono diventato un attore professionista all'età di 10 anni", racconta Page, "Ovviamente dovevo apparire in un certo modo". Dopo Pit Pony è arrivato il film Mouth to Mouth e poi Hard Candy. Racconta che durante il provino aveva i capelli rasati e gli hanno chiesto di rifarlo indossando una parrucca. Infine nel 2007 è la volta di Juno, che ha portato Page a nomination agli Oscar, ai BAFTA e ai Golden Globe. Mentre il mondo intero lo scopriva e acclamava, l'attore, allora ventunenne, viveva sempre peggio la notorietà. Outfit da red carpet, conferenze stampa, shooting: nella sua mente sono ricordi spesso angosciosi. "Non mi sono mai riconosciuto", spiega Page, "Per molto tempo non sono nemmeno riuscito a guardare una mia foto".

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Ai tempi dell’uscita di X-Men: The Last Stand e di Inception, Page soffriva di depressione, ansia e attacchi di panico. Alia Shawkat, cara amica intima e co-protagonista di Whip It del 2009 , racconta come l'attenzione mediatica abbia gradualmente consumato Page: "Ha passato un periodo davvero difficile con la stampa e tutte le aspettative", racconta a Time, “'Mettiti questo! Guarda da questa parte! Ecco così sei sexy!'". Page racconta che allora, all'apice della fama, non sapeva "come spiegare alle persone che anche se ero un attore, anche solo indossare una maglietta da donna mi faceva stare male".

Nel 2014 è arrivata la prima svolta quando l'attore ha fatto coming out come omosessuale Ha iniziato il suo percorso verso la piena consapevolezza e in una conferenza ha dichiarato apertamente di far parte di un'industria "che pone standard schiaccianti" sugli attori e gli spettatori allo stesso modo. "Ci sono stereotipi pervasivi sulla mascolinità e la femminilità che definiscono come tutti dovremmo agire, vestirci e parlare", ha spiegato Page. "E non servono nessuno". Dopo il coming out è arrivato il matrimonio con Emma Portner nel 2018 e il successivo divorzio nel 2021: "La differenza in come mi sentivo prima di diventare gay era enorme" racconta Page, anche se "il disagio verso il mio corpo è mai andato via".

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La pandemia ha avuto un ruolo importante, di svolta: "Ho avuto molto tempo da solo per concentrarmi su cose che credo, in molti modi, stessi inconsciamente evitando", spiega. Ad aiutarlo sono state molte celebrità trans di fama mondiale come Janet Mock e Laverne Cox , che sono riuscite ad avere successo a Hollywood vivendo in modo autentico. "Alla fine sono stato in grado di accettare di essere transgender", dice Page, "e di lasciarmi diventare completamente chi sono". La lettera su Instagram in cui ha annunciato al mondo di voler essere chiamato con pronomi come he/him o they/them ce la ricordiamo bene e da lì è cambiato tutto. Page ha scelto di sottoporsi a una mastectomia anche se sottolinea che essere trans non riguarda solo la chirurgia. A lui, però, ha permesso di riappropriarsi della propria immagine corporea e iniziare a riconoscersi: "Ha completamente trasformato la mia vita", dice.

Il percorso di Elliot Page è stato intimo e personale, come è giusto che sia, ma non si è mai limitato a questo. Page è ben consapevole di cosa significhi essere una delle persone transgender più famose al mondo e ha tutta intenzione di battersi contro le discriminazioni che la comunità trans subisce ancora quotidianamente. "Il mio privilegio mi ha permesso di avere le risorse per andare avanti ed essere dove sono oggi", spiega, "voglio utilizzare questo privilegio e la mia piattaforma per aiutare nel modo in cui posso".