Elogio del dolce far niente: ovvero quando l'ozio è creativo

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Photo credit: Courtesy of Unsplash - Chase Yi
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Nella società attuale siamo portati, sempre di più, a diventare delle macchine produttive: a scuola dobbiamo studiare sodo per avere buoni voti ed accedere alle migliori università; all’università diamo il nostro meglio per eccellere e avere, quindi, un miglior futuro professionale. Entrati poi nel mondo del lavoro siamo inghiottiti da una routine fatta di meeting, call, brief, catch-up, deadline – tutti termini molto anglosassoni per definire tappe e ostacoli ripetuti davanti a cui tutti, ma proprio tutti noi, ci troviamo. E nel momento in cui decidiamo di fare famiglia? A quel punto la nostra vita personale si incastra ancora di più con quella lavorativa e gli impegni dei più piccoli: questa ansia di fare rischia però, purtroppo, di far assopire il nostro lato creativo. E se vi dicessi che molti scrittori e psicologi sono arrivati alla conclusione che esiste un ozio produttivo e che questo è indispensabile per limitare o eliminare lo stress dannoso? D'altra parte, alla lunga, non dimentichiamoci che l'iperattività ha controindicazioni sulla salute! Approfondiamo insieme cosa significa oziare e come usarlo come strumento per rinvigorire il nostro spirito e la nostra creatività.

Ozio creativo: cosa significa?

State leggendo bene: esiste l'ozio creativo! Non solo esiste, ma ha un ruolo fondamentale nella vita di individui felici, che sono lavorativamente e socialmente di successo. Il cosiddetto dolce far niente si è sempre portato addosso uno stigma negativo: quella dell'individuo lavativo, o di una vita di inattività. Quando si parla di ozio creativo non si indica la voglia di fare niente della depressione, ma un tempo dedicato al non correre, al non sentirsi sopraffatti o in preda all'ansia: è, insomma, un modo paradossalmente produttivo per ristabilire un flow di creatività e vitalità.

Ozio creativo: come metterlo in pratica

Prima di tutto, non dobbiamo trovarci nella posizione di essere sopraffatti dalle cose, di avere la sensazione di non poter gestire la nostra to-do list. E, se proprio ci dovessimo trovare a questo punto, è il caso di fare un passo indietro e valutare di staccare la spina –almeno per un po'. D'altra parte, secondo il Principio di Pareto (altresì conosciuto come regola del 80/20), il 20% dei nostri sforzi porta all'80% dei risultati: sarà quindi opportuno pensare di focalizzare la nostra energia e il nostro tempo su compiti essenziali, che portano a risultati efficaci sulla lunga durata, valutando se ignorare o postporre quelli che non sono poi così "vitali". Forse vale anche la pena valutare se condividere e/o delegare dei compiti: non dobbiamo occuparci di tutti i task (non siamo supereroi!) e possiamo trarre grande giovamento dalla condivisione dei doveri. Una volta entrati in quest'ottica, dobbiamo valutare come occuparci in modo efficiente della nostra to-do list: ci sono cose da fare che continuiamo a posticipare, meeting che spostiamo di giorno in giorno o mail da inviare ma che sembrano impossibili da scrivere? Bene: mettiamoci nell'ottica di dedicarci prima proprio a questi task: iniziando la giornata completando quello che più ci provoca stress ci permette di ritagliare del tanto meritato tempo libero e di metterci, soprattutto, in uno stato mentale migliore, più positivo ed energico.

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Greg Rosenke
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Anche oggi abbiamo saltato la pausa pranzo perché siamo troppo impegnati? Male, anzi malissimo! La giornata deve essere impostata con chiarezza: fin dall'inizio dobbiamo avere una visualizzazione di come dovrà essere definita, in modo da raggiungere una struttura in grado di lasciarci del tempo utile per contemplare il meritato riposo – attenzione! – senza sensi di colpa. Last but not least, cari amici: per godere il tempo, bisogna organizzarlo il tempo! Essere produttivi sul lavoro è fondamentale, ma questo non significa che ogni singolo momento di ogni giornata debba essere completamente riempito di cose da fare senza neanche – aiuto ! – un attimo di respiro. Senza dedicare un momento della giornata all'ozio (al riposo assoluto), si rischia di andare dritti incontro a un burnout – il limite della sopportazione psicofisica dell'individuo. Che errore imperdonabile sarebbe "flirtare" con questo pericolo! Quello che scegliete sta a voi: che si tratti di leggere un libro, fare della meditazione antistress, guardare TV spazzatura o farsi un bagno con sali profumati, l'importante è che iniziate ad ammettere che sì, l'ozio ha una funzione creativa e pertanto va non solo riconosciuto ma anche protetto!

Ozio creativo: il libro di riferimento

Per approfondire l'argomento dell'ozio creativo, vi consigliamo il famoso L'arte dell'ozio di Herman Hesse: questo libro parte dalla teoria orientale secondo cui sono le pause dalla quotidianità a stimolare la creatività e portare stimoli al nostro essere. Con una scrittura spontanea e scorrevole, Hesse ripercorre riflessioni e ricordi sull'argomento, dando molti spunti di riflessione per chi vuole fare sua la positività dell'ozio creativo.


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