Elon Musk annuncia il "Marscoin", la criptovaluta di Marte

Di Redazione
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Photo credit: ODD ANDERSEN - Getty Images
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From Esquire

Su Elon Musk si può pensare tutto il male possibile ma è difficile negare che sia un grande comunicatore, e come molti grandi comunicatori le sue idee sembrano quasi banali, solo che nessuno ci ha pensato prima di lui. Prendete l'ultima: due cose che in questo periodo interessano a tutti, dagli investitori ai semplici curiosi, sono l'esplorazione di Marte e le criptovalute. E allora il nostro Elon ha fatto una semplice addizione: Marte + critovaluta = "Marscoin".

Musk ha twittato che ogni affare che farà su Marte sarà alimentato da criptovalute che si chiameranno appunto "Marscoin". Divertente, ok e suggestivo, ma che significa? Cosa se ne faranno di una criptovaluta, o di una valuta in generale, i coloni di Marte? Difficilmente andranno a fare shopping.

Musk ha grandi sogni per il suo insediamento su Marte: dice che sarà una democrazia diretta o addirittura una specie di distopia anarchica senza veri organi di governo (qualcuno pensa: una sua dittatura). Ma la verità è che in un insediamento del genere le risorse saranno rigidamente controllate per la sopravvivenza, e anzi ad oggi non è neanche chiaro come farà Musk a portare tutto il necessario. Pensare a una valuta, cripto- o classica, sembra circa 20 passi avanti rispetto ai problemi concreti che vanno affrontati ora.

Photo credit: BRITTA PEDERSEN - Getty Images
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Ma giochiamo al gioco di Musk: la criptovaluta presenta alcuni importanti vantaggi. L'idea che i coloni di Marte abbiano conti correnti virtuali piuttosto che qualsiasi tipo di valuta cartacea basata sugli standard terrestri ha senso: non solo sarebbe poco pratico portare contanti su Marte, ma è anche difficile immaginare un modo ragionevole per riconciliare con l'economia terrestre le transizioni marziane. I viaggiatori avranno probabilmente conti correnti speciali che funzionano solo nel lungo viaggio per Marte e sulla superficie del pianeta.

Lo scambio di criptovaluta richiederebbe probabilmente ai coloni di Marte di avere dispositivi portatili come quelli che abbiamo noi sulla Terra (banalmente degli smartphone?) con i quali effettuare transazioni peer-to-peer secondo necessità.

Ma se Musk sta immaginando un insediamento piccolo a democrazia diretta, non è chiaro a cosa servirebbe il denaro. Il denaro implicherebbe la presenza di "lussi" di qualche tipo, cioè di beni o servizi che qualcuno si permette e qualcun altro no. Difficile pensare che le differenze di trattamento siano sopportabili in un contesto così estremo.

È facile immaginare, piuttosto, un futuro prossimo su Marte in cui le persone si scambiano beni di base come piccoli oggetti tecnologici o anche porzioni di cibo, sale o spezie, un po' come in carcere.

Marscoin per il momento pare più che altro l'ennesima trovata dell'istrionico Musk.