Emily Ratajkowski racconta le molestie sul set di Blurred Lines: le accuse a Robin Thicke nel suo libro

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Photo credit: ANGELA WEISS - Getty Images
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Emily Ratajkowski a Blurred Lines deve tutto, in termini di indice di popolarità. Da quel momento è passata da essere una modella di 22 anni praticamente sconosciuta a una super top richiesta dai brand più famosi con profilo Instagram verificato e seguito dalla bellezza di 28 milioni di followers. Dal 2013 ad oggi, Emrata non è solo un personaggio ma un brand riconosciuto in tutto il mondo . Il suo before and after di fama, successo, soldi però non è stato tutto rose e fiori: Emily Ratajkowski nel suo libro di prossima uscita accusa Robin Thicke di averla molestata sul set di Blurred Lines.

Un video quello di Blurred Lines che ha infiammato l’estate 2013. Il concept è chiaro, sensuale ma allo stesso tempo disturbante: tre donne bellissime senza veli, esattamente in topless e biancheria color carne nella versione unrated, ballano intorno ai tre cantanti del brano, Robin Thicke, Pharrell Williams e T.I. a loro volta completamente vestiti (e questo è solo il gender gap più evidente). Il videoclip viene censurato e tante associazioni femministe si fanno sentire definendolo sessista e megafono di un'immagine di donna oggetto alimentata dal testo controverso della canzone.

Emily nel suo libro in uscita il prossimo 19 ottobre, My Body, torna a parlare del video girato nel 2013 e accusa Robin Thicke di averla molestata durante le registrazioni. Il Sunday Times ha pubblicato alcuni stralci del memoir, in cui la modella 30enne sostiene che il cantante californiano non si sarebbe comportato in modo professionale nei suoi confronti per poi scusarsi per il gesto, sostenendo che in quel periodo era costantemente ubriaco e sotto effetto di Vicodin. "Dal nulla ho sentito le mani di uno sconosciuto che stringevano i miei seni da dietro. Mi sono allontanata d’istinto, guardandolo", scrive la modella nell'autobiografia a proposito delle molestie subite trovando la conferma della regista del video clip, Diane Martel: "Ricordo quel momento.... quando ho visto quanto stava succedendo, mi sono messa a urlare “Cosa stai facendo? Basta così, le riprese sono finite!".

Il #metoo della Ratajkowski in realtà inizia lo scorso anno con un articolo scritto di suo pugno sul New York Times in cui accusa il fotografo Johnatan Leder di averla aggredita sessualmente nel 2012. "Mi toccò come mai nessuno prima aveva fatto, non ho mai detto a nessuno quello che è successo, e ho cercato di non pensarci", la sua denuncia pubblica, contestata dall’uomo: "Mi dispiace per lei, è arrivata a un punto della carriera in cui deve ricorrere a tattiche come questa per ottenere visibilità mediatica e pubblicità. È vergognoso". "Ha detto che era tornato per girare il videoclip solo con me...", ricorda dell'approccio di Thicke e da oggi le linee non sono più sfumate ma ben definite.

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