Esattamente perché Matteo Salvini ha chiesto a Fedez un incontro "per conoscersi"?

Di Monica Monnis
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Jacopo Raule / Daniele Venturelli - Getty Images
Photo credit: Jacopo Raule / Daniele Venturelli - Getty Images

Non è la prima volta che Matteo Salvini e Fedez conversano amabilmente su twitter. Nel 2015, così per dirne una, il leader del Carroccio aveva invitato il cantante ad adottare "per coerenza" giusto "due rom, due clandestini e due imam estremisti". Sei anni dopo, la storia si ripete con un botta e risposta che però ha un finale alquanto inaspettato. I due si sono trovati a disquisire sul ddl Zan (finalmente calendarizzato al Senato anche se ancora senza una data d’inizio esame ndr), e surpirse, il tutto si conclude con l'invito di Salvini a Fedez per un rendez vous. Tutto vero.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

"La cosa interessante è questa: quando loro raccolgono 99mila firme è una grande vittoria, quando dall’altra parte ci sono quasi mezzo milione di firme pro ddl Zan se ne fregano altamente. Tragicomico". Questo il commento di Fedez al tweet di incensamento di Salvini per il numero di firme ottenute nella petizione contro il coprifuoco promossa dalla Lega. Numeri che il cantante mette a confronto con le firme ottenute per l'approvazione della legge contro l'omotransfobia (per la cronaca cinque volte maggiore). Ma non solo, a finire al centro dei suoi cinguettii (che vista la portata mediatica iniziano a far impensierire più di un pezzo grosso ndr), le perplessità legate alla designazione del leghista Andrea Ostellari come relatore del provvedimento a tutela delle persone omosessuali, transessuali e con disabilità ("Neanche il tempo di festeggiare", cit).

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Anche Tommaso Zorzi ha espresso lo stesso concetto finendo in un bisticcio social con l'ex ministro degli Interni . "Quell'altro là festeggia perché ha 100 mila firme sulla sua petizione di mer** del coprifuoco. Centomila firme è niente. Le mie storie fanno centomila visualizzazioni in 20 minuti. È niente, è una disfatta, una tragedia", ha detto su Insta provocando la risposta piccata (e furba) del leader della Lega. "Io sono ‘quell’altro là' e la raccolta firme a cui avete aderito è solo una ‘petizione di mer**' a confronto delle sue importantissime storie Instagram", ha scritto sempre su twitter (vedi in calce), "se non rispetta me amen, gli chiedo almeno di rispettare voi e la richiesta di libertà e lavoro di migliaia di italiani, meno fortunati di lui".

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Tutt'altro sentiment e approccio nella risposta a Federico. "Caro Fedez, non solo ti ammiro come artista, ma ti ringrazio come cittadino, per i generosi contributi che hai dato per la costruzione dell’Ospedale anti-Covid in Fiera a Milano e per aiutare i lavoratori dello spettacolo in difficoltà", ha ammesso professando stima e ammirazione per poi lanciare la proposta di un incontro "per parlare di diritti, lavoro e libertà". E poi, "Chi discrimina, insulta o aggredisce in base al colore della pelle, all’aspetto fisico o alle scelte in amore è un cretino e va punito. Senza togliere a nessuno la libertà di pensare che un bimbo abbia diritto ad avere una mamma e un papà e che l’utero in affitto sia una barbarie sulla pelle delle donne". Per concludere, nel caso non fosse chiaro, ribadisce l'invito. "Sperando che tu possa firmare a sostegno della nostra battaglia di libertà #nocoprifuoco, come altri 119.556 cittadini hanno già fatto in soli 3 giorni, ti saluto in attesa di conoscerti".

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Uno scherzo? Una captatio benevelontiae? Una strategia di comunicazione? Nel caso questo appuntamento dovesse concretizzarsi, un consiglio: perché non invitare anche Laura Laviano, l'assessora leghista del comune di Macerata che, commentando la nuova linea di smalti creata da Fedez ha scritto "se dovessi vedere mio figlio con lo smalto, a parte che penserei subito ad un cambio di persona, ma subito dopo lo spedirei fuori di casa". Così, sarebbe davvero interessante.