Esiste davvero una formula matematica per calcolare il peso ideale?

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Photo credit: Dimitri Otis - Getty Images
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Sin da piccoli si comincia a monitorare costantemente il rapporto tra peso e altezza, prima per verificare l’avanzamento della crescita e poi per controllare lo stato di benessere fisico di ogni individuo. Il dato derivante da questa relazione, infatti, viene definito anche peso forma, proprio a indicare una situazione ideale corrispondente alla salute del soggetto in esame. La medicina nutrizionale considera il peso forma un parametro fondamentale nella valutazione dello stato di salute, soprattutto in riferimento alle malattie cardiovascolari, facendolo diventare, così, il reale risultato di uno stile di vita sano. Negli anni Cinquanta, il dato derivante dal rapporto tra altezza e peso assunse un valore molto importante, diventando una discriminante nell’assegnazione dei premi assicurativi sulla vita, in valutazione del rischio di malattie cardiovascolari al quale erano soggetti gli assicurati, proprio in base al loro peso forma. Stesso principio ripreso dall’organizzazione mondiale della sanità che dal 2002 ha indicato il sovrappeso una delle principali cause di morte.

Photo credit: AJ_Watt - Getty Images
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Il calcolo del rapporto peso altezza

Alla luce di tutte queste valutazioni rimane solo una domanda fondamentale: come si calcola il peso forma? Tra le formule più utilizzate a tale scopo c’è quella di Lorenz che prende in considerazione l’altezza e il sesso della persona risultando così abbastanza imprecisa poiché trascura altri fattori come l’età, e struttura fisica, ma fornisce a grandi linee un’indicazione.

Il calcolo con la formula di Lorenz:

  1. a. Altezza in centimetri meno 100

  2. b. Altezza in centimetri meno 150, il risultato diviso 4 (2 per le donne)

  3. c. a – b = peso ideale

Esempio: un uomo alto 170 centimetri avrà un peso forma pari a 65 chili: 170 – 100 = 70; (170 – 150) : 4 = 5; 70 – 5 = 65.

Un altro sistema di calcolo è quello di Broca che, più semplicemente, considera solo l’altezza alla quale per calcolare il peso forma di un uomo bisogna sottrarre 100 e 104 per quello di una donna.

Ci si può sbizzarrire, invece, con la formula di Wan der Vael che considera solo il dato dell’altezza, ma rende il calcolo un po’ più complicato:

  1. a. Altezza in centimetri meno 150

  2. b. Risultato moltiplicato per 0,75 (0,60 per le donne)

  3. c. Al prodotto aggiungere 50

Esempio: il solito soggetto alto 170 centimetri avrà ancora un peso ideale di 65 chili: (170 – 150) x 0,75= 65.

Photo credit: PeopleImages - Getty Images
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L’età come variabile di calcolo del rapporto altezza peso

Oltre le formule basate solo sul valore dell’altezza, quella di Berthean inserisca anche l’età nella formula per il calcolo del peso forma:

  1. a. Altezza in centimetri meno 100

  2. b. Risultato moltiplicato per 0,80

  3. c. Metà dell’età sommata al prodotto ottenuto.

Esempio: l’oramai noto uomo alto 170 centimetri avrà un peso ideale di 66 chili all’età di 20 anni, di 70 a 28 anni, di 76 a 40 anni e di 86 a 60 anni. È evidente che la formula di Berthean non fa distinzione di sessi e ritiene fisiologico un aumento di peso con il procedere dell’età.

Un’altra formula che considera le variabili altezza ed età è quella di Perrault che, però, fornisce risultati ancora diversi.

  1. a. Altezza in centimetri meno 100

  2. b. Età diviso 10

  3. c. Risultato moltiplicato per 0,90

  4. d. a + c

Secondo questi calcoli, il solito soggetto alto 1 metro e 70 avrà un peso ideale di 71,8 chili a 20 anni, 72,5 a 28 anni, circa 73,6 a 40 e 75,4 a 60 anni. Anche questa formula tralascia il sesso dei soggetti e non contempla l’aumento di peso fisiologico. I metodi di calcolo non finiscono qui, infatti ci sono anche quelli di: Keys (il peso ideale è uguale al quadrato dell’altezza espressa in metri, moltiplicato 22,1 per gli uomini e per 20,6 per le donne); Travia (altezza in centimetri moltiplicata per 1,102 e il prodotto ridotto di 107,5); Livi (altezza in metri moltiplicata per 2,37 e risultato elevato al cubo). La formula di Buffon, Roher e Bardeen, confermata da Quételet e Martin, invece, prevede che l’altezza espressa in decimetri al cubo sia moltiplicata per 1,40 per gli uomini e 1,35 per le donne e il risultato sia diviso per 100.

Il rapporto ideale tra peso altezza

Alla luce di queste formule, però, sono doverose alcune precisazioni per poter ottenere indicazioni davvero attendibili in merito a un valore ideale del rapporto peso altezza. Prima fra tutte è quella che riguarda il tipo di ossatura dell’individuo in analisi, che potrà essere normolinea (nella media), longilinea (sottile e leggera) e brevilinea (pesante e robusta). Per rendersi conto del proprio tipo di ossatura basterà dividere la propria altezza in centimetri per la circonferenza del polso, sempre in centimetri ricordando che il range di riferimento è inferiore 9,6 per gli uomini e 9,9 per le donne nel brevilinea, 10,4 per gli uomini e 10,9 per le donne nel normolinea e longilinea con valori superiori a tutti. Anche la massa muscolare è un fattore da considerare nell’insieme delle valutazioni, considerando che la misura in cui è presente costringe a riconsiderare l’indicazione del peso ideale al cospetto di sportivi o di soggetti brevilinei.

Photo credit: Jasmin Merdan - Getty Images
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Peso altezza nei bambini

Per calcolare il peso ideale nei bambini si devono prendere in considerazione solo altezza ed età, ricordando che il risultato ottenuto non rappresenterà mai un valore assoluto. Soprattutto nei primi anni, la crescita dei piccoli deve essere monitorata per assicurarsi che avvenga in modo corretto e salutare, ma il calcolo del peso ideale deve avvenire insieme al pediatra considerata la mancanza di regole assolute. Tendenzialmente il peso forma di un bambino rientra in una gamma di valori che fornisce indicazioni su quello che è considerato il peso normale in base all’età. Se però il peso del piccolo non rientra esattamente nel range di riferimento, non bisogna allarmarsi. Dopo il secondo anno di età, si utilizzeranno altezza e indice di massa corporea per calcolare il “percentile di crescita”, da confrontare con i parametri indicati per le corrette curve di crescita stilate sulla base dell’osservazione dell’andamento di crescita della popolazione dalla nascita sino al ventesimo anno di età, consultabili sul sito dell’Organizzazione mondiale della sanità. Se a un anno il bambino peserà circa il triplo rispetto al peso di nascita, dai 18 mesi in poi la sua crescita rallenterà sino a fermarsi. Nessuna paura, è fisiologico! Tra i due e i cinque anni il peso del pargolo aumenta di circa due chili l’anno per poi continuare a un ritmo più lento sino alla pubertà.