Eva Longoria e altre celeb chiedono al presidente Biden un Piano Marshall per le mamme

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: Amy Sussman - Getty Images
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From ELLE

Quando un tema è ricorrente, è perché non sono ancora state attuate soluzioni efficaci. Non ce ne sono, in Italia ma non solo, per le madri lavoratrici, che con questa pandemia si sono trovate a dover scegliere, con i figli a casa da scuola ed uno smart working che così smart alla fine non è, tra la propria occupazione e l'accudimento della prole, molto spesso a discapito della prima. Di nuovo, non ce ne sono per le mamme che non rinunciano alla carriera, ma si trovano, poi, a pagare lo scotto di quello che dovrebbe essere un diritto, tra congedi tropp avari ed incombenze domestiche non parimenti condivise con il partner. Dalla notte dei tempi, infine, non s'è trovato il modo, e qui veniamo alla notizia di oggi, di dare una giusta retribuzione a quell'universo femminile che, per scelta o meno, si occupa dei figli, della casa e di tutti, scusate il termine, gli sbattimenti non poco faticosi che gravitano attorno. Se nessuno vi dà una mano, quanto ci mettete, infatti, a nutrire, preparare (se si tratta di under 6, dopo quell'età, per quel che mi riguarda, te la devi cavare), portare i figli a scuola, fare la spesa, pulire e riordinare, poi cucinare, di nuovo sistemare, magari aiutare a fare i compiti, ed è già ora di fare la cena eccetera? Ore, ci vogliono grossomodo le stesse ore di chi va al lavoro, fatta eccezione per capi di stato, ecco. Sulla base di questo assunto incontestabile, alcune star di Hollywood, tra le quali la pasionaria Eva Longoria, Charlize Theron, Julianne Moore, Alyssa Milano, Connie Britton, Amy Schumer per un totale di 50 firmatar*, hanno sottoscritto una proposta, ribattezzata "Piano Marshall per mamme", il cui statuto potete leggere qui, per il neo Presidente USA Joe Biden, la cui agenda, abbiamo capito, è già fittissima, che c'è parecchio a cui rimediare.

Quello che il Marhsall plan for moms vuole fare è sollecitare il governo a pagare alle madri uno stipendio di $ 2.400 per il loro lavoro mentre l' epidemia di COVID-19 continua e vede le donne, di nuovo, costrette a pagare il prezzo più alto, in termini di sacrifici e sovraccarico psicologico. Con riferimento al piano messo in campo nel 1948, implementato dagli Stati Uniti per favorire la ricostruzione e la ripresa economica europea dopo la Seconda Guerra Mondiale, questo MPFM, proposto dal fondatore di Girls Who Code, Reshma Saujani, vuole creare anche una politica di congedo parentale, assistenza all'infanzia a prezzi accessibili e equità salariale. Insomma, tutto ciò che serve, con urgenza, alle donne ma anche alle famiglie in generale, per non soccombere alla pandemia, in tutti i sensi.

"Il Covid ha decimato tante delle nostre carriere. - si legge nella lettera a Biden pubblicata sul New York Times - Due milioni di noi hanno lasciato il lavoro a un ritmo quattro volte superiore a quello degli uomini, nel solo mese di settembre . Altri milioni di donne sono state costrette a sgobbare 24 ore su 24, per mantenere al contempo il posto di lavoro e prendersi cura di bambini e anziani a carico. Non è un incidente isolato, è una crisi nazionale. Non ha creato lei questo problema, ma la sua amministrazione ha l’opportunità di risolverla”. Le firmatarie della campagna chiedono che entro i primi 100 giorni del suo mandato Biden istituisca una task force per dare vita al Piano Marshall per le mamme ma chiedono anche, come detto sopra, le mamme "vengano retribuite per il loro lavoro invisibile e non pagato", in base alle loro esigenze e necessità, perché, fanno giustamente notare in conclusione, questa pandemia ha riportato le donne indietro di decenni, in una situazione di partecipazione al lavoro che c'era negli anni '80 del secolo scorso. Certo, c'è l'emergenza sanitaria, ma quella sociale, economica, di parità di genere non è sottovalutabile, perché una volta invertita la rotta, per tornare indietro, sappiamo bene quanto sia difficile rimetterla nella direzione giusta.