Eva Robin’s è pura arte, come la sua stanza delle meraviglie

Di Lucia Resta
·7 minuto per la lettura
Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
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Eva Robin’s a dicembre del 2020 ha compiuto 62 anni, un’età che non sembra appartenerle perché il tempo su di lei lascia poche tracce. Il fisico slanciato e le gambe da fenicottero sono ancora quelle di quando era una ragazza e negli anni 80 e 90 faceva girare la testa a moltissimi uomini. Anche se lei dice di non riconoscersi troppo nell’etichetta di femme fatale che le è stata appiccicata addosso, basta dare un’occhiata alle sue pagine sui social network per capire quanti fan ancora le dedicano pensieri dolcissimi e la corteggiano.

Negli ultimi anni si è allontanata da cinema e tv per dedicarsi soprattutto al teatro, la forma d’arte in cui ha mostrato maggiore eclettismo e in cui si sente di più a casa. A proposito di casa, continua a vivere nella città in cui è nata, a Bologna, in un appartamento in cui abita dal 1981 e che ormai, come ha detto lei stessa, è una installazione, una vera e propria opera d’arte, e ha anche una stanza che lei chiama Wunderkammer, una stanza delle meraviglie, piena di oggetti d’arte, pezzi di scenografie e piante. Il suo appartamento è anche un laboratorio in cui lei stessa si dedica alla creazione di opere d'arte, infatti dipinge e segue le orme di suo nonno, anch’egli un artista.

Eva Robin’s e l’eterno fascino dell’ambiguità

Com’è noto, Eva Robin’s è una persona transessuale. All’anagrafe risponde al nome di Roberto Maurizio Coatti, mentre il nome d’arte deriva dalla fusione tra quello di Eva Kant, personaggio del fumetto Diabolik che secondo i suoi amici le somiglia molto, e lo scrittore statunitense Harold Robbins. Fin da giovanissima ha deciso di prendere ormoni femminili e infatti le sue forme sono sbocciate senza l’aiuto della chirurgia (il seno è naturale, non ha protesi). Tuttavia non ha mai voluto completare la transizione, riuscendo a far convivere perfettamente nel suo corpo e nella sua mente la sua parte femminile (che è prevalente) con quella maschile.

Eva ha confessato di essere stata in analisi per anni e l’anno scorso ha raccontato un aneddoto divertente durante un’intervista a Quotidiano Nazionale: sdraiata sul lettino raccontava alla psicanalista i suoi desideri notturni fino a quando la dottoressa, che durante il racconto arrossiva muta, ha detto basta e non l’ha più ricevuta. Del resto la sua spregiudicatezza, l’ambiguità e la trasgressione sono state tra le caratteristiche che le hanno permesso di distinguersi ed emergere.

La sua carriera comincia negli anni 70, quando è una delle coriste di Amanda Lear, altro personaggio che è sempre all’avanguardia. Proprio dalla cantante francese impara molto e viene incoraggiata, tanto che incide il suo primo singolo Disco Panther con la casa discografica Polydor e usando lo pseudonimo Cassandra. Ma non è la musica la sua vera strada, anche se nel 2002 torna a cantare con un nuovo singolo dal titolo La rosa. Piuttosto è la recitazione l’arte in cui si riconosce meglio e così lavora con registi importanti come Dario Argento, che la dirige in Tenebre, Simona Izzo, Maurizio Nichetti, Damiano Damiani, Alessandro Benvenuti, quest’ultimo suo direttore e coprotagonista in Belle al bar, film per il quale lei ottiene anche una candidatura come migliore attrice protagonista ai Nastri d’Argento.

Eva Robin’s in tv tra polemiche, successi e qualche flop

Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
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Tra gli anni 80 e 90 Eva Robin’s è molto richiesta in tv. Il primo a vedere in lei del potenziale è Antonio Ricci, che nel 1987 la fa debuttare nella trasmissione Lupo solitario, in cui ricopre il ruolo di una critica letteraria molto trasgressiva, stesso ruolo che riprende anche in L’araba fenice, altro programma di Ricci del 1988 con gran parte del cast uguale al precedente.

A Gianni Boncompagni e Irene Ghergo si deve invece l’idea di affidare a Eva la conduzione del programma preserale di Italia 1 Primadonna, che parte tra le polemiche per l’opposizione di alcune associazioni cattoliche, che non vogliono “un ermafrodito” (come definiscono erroneamente la conduttrice) alla guida di uno show destinato a un ampio pubblico, in una fascia oraria in cui sono ancora svegli anche i bambini. In realtà la trasmissione non ha nulla di trasgressivo e ha una parte del cast preso in prestito dal programma pomeridiano Non è la Rai. Tra i colleghi di Eva ci sono anche Claudia Gerini e Antonio Zequila, con quest’ultimo ha ammesso poi di recente di avere avuto una relazione. Primadonna però si rivela un flop e viene chiuso dopo soli due mesi.

Nei primi anni 90 Eva avvia la sua carriera teatrale, debuttando ne La voce umana con la regia di Andrea Adriatico, e fa anche la modella per la stilista Chiara Boni. In tv la rivediamo nel 2002 in alcuni episodi de Il bello delle donne, fortunata serie di Canale 5. Al cinema la vediamo fino al 2019, il suo ultimo film è Il conte magico di Marco Melasso e Diego Schiavo, ma ultimamente ha detto di aver abbandonato il grande schermo perché ormai stufa di interpretare uno stereotipo.

Eva Robin’s su Facebook con foto e aggiornamenti

Eva non ha un rapporto quotidiano con i social network. Aggiorna la sua pagina Facebook con una discreta frequenza, ma non giornalmente, condividendo belle foto che le vengono scattate dai suoi amici fotografi e anche interviste e molti ricordi. Tra le foto più belle condivise di recente ce ne è una di sua madre, una donna molto forte che l’ha sempre sostenuta nella sua scelta di essere transgender e della quale dice che è stata una donna molto “tosta”, che dava del filo da torcere, che è stata la prima pecora nera della famiglia e che è stata “l’uomo che non sono stata io”, tanto che Eva l’ha vista in gonna solo un paio di volte.

Un’altra bella foto pubblicata di recente su Facebook le è stata scattata da Carlo Bellincampi, è in bianco e nero, e la ritrae sorridente distesa su un divano con addosso un elegante abito lungo con una profonda scollatura sulla schiena.

Eva Robin’s e il rapporto complicato con Instagram

Un po’ più controverso è invece il rapporto di Eva Robin’s con Instagram. Infatti tra il 2014 e il 2015 ha aggiornato il profilo @eva_robin_s, poi lo ha abbandonato e ad agosto del 2016 è tornata sul social delle foto con un altro profilo, @iamevarobins, che ha aggiornato per un paio d’anni condividendo foto del passato e altre più recenti sulla sua vita privata, i suoi quadri e il suo gatto di razza Sphynx. Ci sono anche foto con amiche come Sandra Milo, Luciana Littizzetto e Alba Parietti.

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Tra le foto più belle ce ne è una in cui posa con altre due donne stupende, Monica Bellucci e Milly Carlucci.

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Nel futuro di Eva Robin’s teatro e, forse, il matrimonio

Come abbiamo detto nel suo recente passato Eva si è dedicata soprattutto al teatro. Ha recitato in rappresentazioni tratte da opere di autori molto diversi tra loro, da Shakespeare a Copi, da Čechov ad Almodóvar. Proprio per Tutto suo mia madre, trasposizione del film del regista spagnolo, Eva è stata candidata al Premio Ubu come migliore attrice non protagonista.

Di recente ha recitato in 8 donne e un mistero, ispirato al film scritto e diretto da François Ozon, e in Il frigo, un monologo di Copi. Proprio il monologo Il frigo è stato registrato e reso disponibile anche sul web lo scorso gennaio 2021, con la direzione di Andrea Adriatico.

Appena le sale riapriranno, certamente Eva tornerà al suo grande amore, il teatro, davanti a un vero pubblico. E a proposito di amore, in una intervista rilasciata a Caterina Balivo per la trasmissione Vieni da me su Raiuno, un paio di anni fa Eva ha detto che sta pensando di sposare una donna con cui ha una relazione da 25 anni, ma ha preferito non rivelarne il nome perché si tratterebbe di una persona molto conosciuta a Bologna, per cui tutto sarà reso pubblico solo quando se la sentiranno davvero di fare questo passo.