Farmindustria, 'basta annunci, nuova governance e 1,5 mld in più all'anno'

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"Sono gli stessi ministri Speranza e Giorgetti ad averlo detto più volte: il sistema dei tetti sulla spesa farmaceutica è superato. Sono nati nel 2008 e il mondo nel frattempo è cambiato. Ora si tratta di dare vita a una nuova governance che dal contenimento della spesa si concentri invece sull'accesso all'innovazione. Anche perché se consideriamo la Sanità solo un costo e non un investimento poi quando ci troviamo a fronteggiare una pandemia paghiamo la grande impreparazione". Massimo Scaccabarozzi presidente di Farmindustria lancia un appello al Governo perché sui farmaci finalmente dopo i "tanti annunci" si volti pagina, con i primi segnali già in manovra "anche perché noi in Italia l'industria l'abbiamo e siamo leader ma se continuiamo a non incentivare politiche di attrazione degli investimenti Francia e Germania ci supereranno. Visto che dopo il Covid questo è un settore strategico anche per la sicurezza nazionale", rimarca Scaccabarozzi in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore'.

Cosa chiedete? "Innanzitutto bisogna adeguare il finanziamento da anni sottostimato alla reale domanda di salute. Ricordo alcuni numeri: dal 2013 al 2021 i fondi complessivi sono stati in media inferiori alla spesa di 1,2 miliardi l'anno. La spesa pubblica per farmaci in Italia è del 19% inferiore agli altri Paesi Ue e negli ultimi 5 anni è cresciuta solo dell'1% l'anno. E se nel 2008 le risorse valevano 16,4% del fondo sanitario oggi sono 14,85%. Nel frattempo è cambiato il mondo: dall'invecchiamento della popolazione ai pazienti oncologici che vivono di più così come per altre patologie, nel 2008 c'erano 7 farmaci orfani oggi sono 97. Se noi riportassimo i finanziamenti che sono stati tolti al nostro settore nel passato mancherebbero all'appello circa 1,5 miliardi l'anno in più", sottolinea.

E poi? "Lasciamo alla farmaceutica i fondi stanziati per il settore: dal 2017 al 2021 ci sono stati 5,5 miliardi che non sono stati utilizzati perché la spesa convenzionta è stata sempre sovrastimata e alla fine quei fondi sono stati sottratti - rivendica Scaccabarozzi - E il ripiano negli stessi anni chiesto alle aziende è stato di 5,7 miliardi. Serve un travaso delle risorse lì dove servono. Basta con l'allocazione sbagliata dei fondi così come la contabilizzazione di farmaci prescritti dai medici di base e contati nell'ospedaliera. E sul payback arretrato? Quello 2019 non è stato tutto ripianato. Ci sono dei ricorsi al Tar che ha fissato l'udienza al 23 ottobre. Diverse aziende aspettano dunque i giudici che rispetto al passato neanche hanno chiesto di pagare degli anticipi. Sicuramente tutto si chiarirà e sarà chiusa questa vicenda tanto che diverse aziende stanno già pagando: perché non è vero che le aziende non vogliono pagare, ma vogliono pagare quello che è giusto".

Non si può trovare un nuovo accordo sul payback passato? "Ha già funzionato. La transazione può essere in effetti la via migliore perché è difficile fare i conti giusti. Ma facciamolo a fronte di una nuova governance", conclude.

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