Farmindustria, 'Catalent opportunità persa, servono politiche attrattive'

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(Adnkronos) - "Il caso Catalent è un'opportunità persa per l'Italia". Un'occasione mancata che "dispiace molto", perché se è vero che quanto accaduto "non vuol dire che l'azienda se ne va dal nostro Paese, significa però che c'era la possibilità di grossi investimenti e che la stiamo perdendo". Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, commenta così all'Adnkronos Salute la decisione della multinazionale americana di Somerset, New Jersey, di rinunciare al progetto di realizzare 8 nuovi bioreattori nel polo frusinate di Anagni, dopo l'attesa vana di autorizzazioni ambientali che lo consentissero. Cento milioni di dollari, 100 posti di lavoro, che finiranno Oltremanica nell'Oxfordshire, dove la compagnia ha rilevato un impianto per produrre farmaci biologici innovativi e vaccini di ultima generazione.

"Lo diciamo da sempre: il nostro è un settore ad alti investimenti e ad alta competitività", sottolinea Scaccabarozzi. "E la competizione che c'è tra le industrie non è nel Paese - precisa - ma è tra Paesi, perché ogni Paese vuole gli investimenti. Gli altri Paesi sono quindi in competizione con noi e non stanno a guardare", avverte il numero uno dell'associazione nazionale imprese del farmaco, augurandosi "che anche in Italia le politiche di governance diventino finalmente politiche di attrazione".

"Investire da noi non è sempre facile - analizza Scaccabarozzi - per la burocrazia e per i tempi" che frenano ogni comparto industriale. Ma "nel nostro ci sono delle aggravanti che mi auguro prima o poi il Paese comprenda, e che sono le politiche di governance farmaceutica. Siamo sottoposti a regole specifiche che valgono solo per noi e non per altri settori, giustamente dato che ci occupiamo di salute. Però bisogna capire che non si può continuare sempre con regole che siano solo penalizzanti, o perlomeno - insiste il manager - si deve comprendere che qualsiasi regola si faccia nella governance farmaceutica si chiama politica industriale".

"Il Covid lo ha dimostrato", prosegue Scaccabarozzi. La pandemia, rimarca, "ha dimostrato com'è importante avere l'industria farmaceutica all'interno di un territorio come l'Europa, per motivi strategici non solo di salute ed economici, ma anche di sicurezza nazionale", puntualizza.

All'estero non stanno fermi, ammonisce il presidente di Farmindustria. "Sono partite tutte queste politiche di reshoring e gli altri Paesi stanno spingendo molto, ho visto anche il programma di Macron" in Francia "e lo conferma".

L'auspicio ripetuto, dunque, è "che anche da noi le politiche di governance farmaceutica diventino politiche di attrazione". Che si riesca davvero a creare un sistema in grado di 'calamitare', e non di complicare, gli investimenti stranieri in Italia.

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