Farmindustria, 'Con Pnrr in giusta direzione, pronti a investire'

·2 minuto per la lettura

"Paesi come la Germania e la Francia non stanno fermi, I governi stanno cercando di dare una mano attraverso investimenti e semplificazioni anche nel regolatorio per attrarre sempre di più gli investimenti privati dell'industria farmaceutica del loro Paese, perché perdere la leadership non fa piacere a nessuno. Dobbiamo quindi aspettarci che ci sia questa competizione a livello internazionale. In Italia, se il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) sarà fatto come si deve essere, il Paese avrà le carte in regola per continuare a essere leader. Ci sono 4,7 miliardi di investimenti che l'industria privata può fare nei prossimi anni e porteranno a 8mila posti di lavoro aggiuntivi. Ma servono delle condizioni" favorevoli "e questo Governo credo se ne sia accorto". Lo ha sottolineato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, intervenuto al Life Sciences Pharma & Biotech Summit organizzato da 'Il Sole 24 Ore'.

"Dobbiamo essere un Paese pro innovazione che mette sul tavolo dei finanziamenti adeguati, che superi la logica delle mere azioni di contabilità mettendo a disposizione tutte le risorse - ha spiegato - Va messo in atto un sistema di velocizzazione, di quadri certi e sburocratizzazione. Come sempre qui per fare le cose ci vogliono tempi lunghissimi, ma devo dare atto a questo Governo, e in particolare al ministero dello Sviluppo economico, di aver fatto delle cose in tempi rapidi. Abbiamo cominciato a parlarci non più di 2 mesi fa e già abbiamo i primi risultati. Con il Pnrr abbiamo un'opportunità senza precedenti, da cogliere per i nostri figli e il nostro futuro. Se verrà utilizzato come deve essere ci sono importanti possibilità".

Scaccabarozzi evidenzia che "ci sono molte missioni del Pnrr che ci coinvolgono", che coinvolgono l'industria farmaceutica, "dalla telemedicina alla medicina di prossimità. Abbiamo già lavorato in questa direzione, molte aziende hanno implementato servizi di vicinanza al paziente durante la pandemia. E anche nella ricerca dei farmaci innovativi" ci sono ampie prospettive.

Cosa serve per tradurre in realtà questi progetti? "Credo sia fondamentale un allineamento tra la capacità di investimento del Servizio sanitario nazionale e le nuove frontiere della ricerca e sviluppo. Pensiamo per esempio alle terapie Car-T: abbiamo regole vecchie che risalgono al 2007 e credo si debba uscire da queste dinamiche e che ci voglia un ammodernamento. La Germania sta investendo 4,3 miliardi in sanità digitale, dobbiamo essere competitivi anche noi, anche a livello industriale - ha esortato il manager - per attrarre quegli investimenti che stanno per arrivare: nel mondo nei prossimi anni ci saranno 1.500 miliardi di investimenti in Ricerca e Sviluppo di cui l'80% sarà fatto in Open innovation partnership. Quindi la direzione è giustissima, ma serve semplificare e creare le condizioni. I primi segnali dati da questo Governo sono arrivati in tempi rapidi. Non perdiamo tempo, le risorse ci sono. L'industria è pronta".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli