Fedez ed Elodie hanno qualcosa di importante da dire sulla legge contro l'omotransfobia

Di Elena Fausta Gadeschi
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Pietro D'Aprano - Getty Images
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From ELLE

Prima Elodie, ora Fedez. Dopo l’ennesimo rinvio della discussione in Senato della legge Zan da parte della commissione Giustizia (presieduta dalla Lega), che ieri per la terza volta ha rimandato la calendarizzazione del provvedimento a tutela delle persone omosessuali, transessuali e con disabilità, il mondo della musica si è mobilitato per esprimere la propria indignazione. La prima a parlare è stata Elodie. Da sempre contraria a qualsiasi forma di discriminazione, la cantante ha denunciato l’ostruzionismo della Lega, che nella persona di Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia, tiene in ostaggio un disegno di legge, che attende solo il via libero del Senato per la finale approvazione. "Siete indegni, questa gente non dovrebbe essere in Parlamento – ha denunciato sui social – questa gente è omotransfobica". Non si è fatta attendere la risposta di Simone Pillon, che su Twitter si è rivolto direttamente alla cantante: “Cara Elodie, chiedere rispetto è giusto, e secondo noi le leggi in vigore già lo garantiscono. Sarebbe anche utile dare il buon esempio. Dire che qualcuno è "indegno" non è un complimento. Chi vuole rispetto offra rispetto. Parliamone. Quando e dove vuoi. Buona vita”.

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Tra i più accesi oppositori del provvedimento Zan, definito come una “battaglia ideologica”, che divide la maggioranza e su cui invece occorrerebbe “buon senso”, il senatore leghista Pillon non considera il ddl una priorità e invita a guardare oltre, nonostante i recenti episodi di violenza a Roma contro una coppia gay provino il contrario. Un’affermazione che ha sconcertato lo stesso Fedez, che è voluto intervenire nel dibattito, pubblicando una serie di storie che prendono le mosse proprio dalle dichiarazioni dello stesso Pillon. "Questa mattina mi sveglio con le dichiarazioni del senatore Pillon che ci spiega il concetto di priorità. Io vorrei entrare nel merito delle priorità del senatore e del ddl Zan – dice Fedez nei suoi video –, il disegno di legge che attua nuove misure di prevenzione e contrasto della discriminazione per motivi di sesso, identità di genere e disabilità, che in pratica dà più diritti a chi non ne ha. Nelle scorse settimane Pillon ha osteggiato l'approvazione di questa legge perché, secondo lui, darebbe il via libera agli uteri in affitto. Bel titolo, ma nel ddl non si parla di uteri in affitto".

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"Il senatore Pillon – continua Fedez – ci stupisce con una nuova esilarante dichiarazione dicendo che il ddl Zan non è una priorità. E io dico: scusi Pillon, lei ha basato la sua intera carriera politica trattando solo ed esclusivamente questi temi, lei è famoso per essere quello del Family Day, e oggi si toglie dal dibattito così? Non è da lei. Entriamo nel dibattito, discutiamo” L’intervento prosegue sottolineando come le presunte priorità della Lega – piano vaccinale e terapie intensive – non siano sostenute da un’efficace gestione dell’emergenza da parte della regione Lombardia, dove ancora “ci sono i 90enni e gli 80enni che non sono ancora vaccinati”.

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L'ultima considerazione del rapper riguarda la libertà di espressione. "Da padre le dico: ho un figlio di tre anni che gioca con le bambole e non desta alcun turbamento in me, non succederebbe nemmeno se sentisse l'esigenza di mettersi il rossetto o lo smalto: ha diritto di esprimersi come crede. La cosa che mi destabilizzerebbe un po' è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese. Questa è una priorità".

Già la settimana scorsa, in merito al provvedimento, Alessandro Zan aveva dichiarato che in caso di un’ennesima ricalendarizzazione le forze parlamentari a favore del disegno di legge – Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Leu, Italia Viva, il movimento delle Autonomie e alcune parlamentari di Forza Italia – avrebbero richiesto l’intervento del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. “C’è una forzatura democratica perché il presidente della commissione Giustizia, anche se è della Lega, deve incardinare la legge che è richiesta dalla maggioranza del Parlamento. Non è possibile che un presidente blocchi l’iter di una legge sulla base di una convinzione personale”. Attendiamo sviluppi.