Fedez torna a parlare del ddl Zan e si schiera contro Ostellari

Di Elisabetta Moro
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Jacopo Raule / Daniele Venturelli - Getty Images
Photo credit: Jacopo Raule / Daniele Venturelli - Getty Images

Ormai le aspettiamo con ansia le stories di Fedez e, ogni volta che il ddl Zan viene attaccato o ostacolato, sappiamo di poter contare sul rapper che da settimane ormai si sta battendo perché la tanto discussa legge contro l'omobitransfobia venga finalmente approvata. Così almeno possiamo consolarci che non siamo gli unici arrabbiati e frustrati - dopo petizioni e mail bombing - se il disegno di legge rimane ancora bloccato in attesa dell'approvazione del Senato. “Io mi aspetto che la presidente del Senato Casellati si imponga e faccia chiarezza su questo comportamento" ha detto Fedez su Instagram dopo l'ennesimo rinvio schierandosi contro il presidente della Commissione Ostellari. "Ostellari, tu sei un senatore della Repubblica, non sei Beyoncé. Ripetitelo prima di andare a letto: ‘Sono Ostellari, non sono Beyoncé”.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Andando con ordine, il ddl Zan è stato approvato dalla Camera a novembre, ma da allora è fermo in Commissione Giustizia in attesa di passare al Senato. Nel frattempo infuocano le polemiche e chi sostiene che si tratti di una "legge divisiva" (principalmente Lega e FdI) fa di tutto per rallentare i lavori. Certo è peculiare che una legge che vuole ampliare i diritti di categorie marginalizzate punendo le discriminazioni per orientamento sessuale, identità di genere o disabilità, venga vista come una minaccia, ma tant'è. Gli oppositori sostengono che si vada così a "limitare la libertà di espressione", ma in realtà è stato previsto un articolo ad hoc per tutelare le opinioni purché "non istighino all'odio o alla violenza". Qual è il problema quindi? I senatori della Lega ne trovano uno diverso ogni giorno. Secondo il presidente della Commissione Ostellari "Disegni divisivi come il ddl Zan non possono rallentare l’agenda della maggioranza" e per questo ha rinviato nuovamente la calendarizzazione e ha chiesto una discussione del ddl alla conferenza dei capigruppo di maggioranza. "Siccome il ddl Zan è già passato alla Camera, se venisse calendarizzato al Senato, con alta probabilità passerebbe anche in Senato" spiega Fedez, "questo Ostellari lo sa ed è ciò che accade in tutte le democrazie: si vota e si decide. A Ostellari questa cosa non piace, ma è come se non gli piacesse la democrazia. Ma Ostellari, tu sei un senatore della Repubblica, non sei Beyoncé".

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Fedez comunque non è l'unico a indignarsi per l'atteggiamento "da regina dello show" di Ostellari. Franco Mirabelli, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia del Senato e vicepresidente dei senatori del Pd, ad esempio, ha dichiarato: "Di fronte alla richiesta di tutta la maggioranza, esclusa la Lega, il presidente Ostellari, con un atteggiamento al limite della legittimità, ha deciso di rifiutarsi di riconoscere l’esito dell’Ufficio di presidenza, convocando la Commissione per il voto, riconoscendo così alla Lega una sorta di diritto di veto. Il presidente esplicitamente ha affermato che l’incardinamento del disegno di legge aprirebbe un problema politico nella maggioranza. Posizione impropria e assurda, anche alla luce del fatto che il provvedimento è già stato votato alla Camera". Ora bisognerà aspettare ulteriori discussioni (e polemiche) mentre nel frattempo in Italia si moltiplicano le aggressioni omofobe e transfobiche. La verità è che questi giochi politici vengono fatti sulla pelle delle persone: è arrivato il momento di dire basta.