Filippo Nardi per noi è NO: la tua seconda chance al Grande Fratello Vip è da buttare

Di Monica Monnis
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Photo credit: Tristan Fewings - Getty Images
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From Cosmopolitan

Per chi fosse rimasto allibito nel sentire le parole di Francesco Oppini riservate senza troppi complimenti alle colleghe Dayane Mello e Flavia Vento (che il solo ricordo procura un'inguaribile emicrania), o sconvolto da come ancora oggi la N-Word venga utilizzata con nonchalance e non considerata un becero insulto razzista (citofonare Fausto Leali), oppure offeso da imprecazioni e bestemmie che in questa edizione sono andate via come il pane, forse non dovrebbe proseguire con la lettura di questo articolo. Perché il Grande Fratello Vip continua a regalare grandi scivoloni in merito di parità di genere, sessismo, uguaglianza. L'ultimo a cadere nel tunnel (senza via d'uscita) Filippo Nardi, alla sua seconda esperienza nel reality Mediaset, che non solo non è riuscito a rimediare alla brutta figuraccia di vent'anni fa (che gli costò l'espulsione immediata) ma è riuscito addirittura a fare peggio. Allusioni sessuali, battute sessiste, mancanze di rispetto: la seconda chance del Conte Nardi al Grande Fratello Vip è tutta, ma proprio tutta, da buttare.

La diretta 24/24 è l'arma a doppio taglio del GF Vip, il suo bello e parte del suo successo che va al di là delle due prime serate ma produce un ciclo continuo di aneddoti, articoli, post tanto che il programma e/o i suoi protagonisti tutti i giorni sono in tendenza su twitter. Mettici poi il lockdown/smartworking/coprifuoco in combo con la mancanza di convivialità, ed ecco che il canale 55 è diventato il vicario della chiacchiera con la collega davanti al macchinetta del caffè e del chiacchiericcio in metro nell'orario di punta. Arma a doppio taglio dicevamo. E così succede che se l'addetto alla regia è distratto e non abbastanza veloce nel cambiare inquadratura quando il discorso si fa pericoloso, ecco che la catastrofe diventa inevitabile anche perché 1-2-3 secondi e il fattaccio è già in rete. Succede quindi che Filippo Nardi apostrofa Maria Teresa con termini offensivi tra le risatine generali in un clima da camerata deprecabile, e ad oggi in tanti ne chiedono l'espulsione.

Succede che Nardi tira in ballo il tea-bag, pratica sessuale che spesso viene collegata a bullismo e nonnismo, di cui erano in pochi a conoscerne il significato se non gli appassionati di canzoni rap fedeli al parental advisor in una trasmissione di intrattenimento familiare e ne avremmo fatto anche a meno. Un'uscita orrenda che fortunatamente non è passata in sordina e ha causato un caos social degno di nota tanto da arrivare fino ai piani alti di Mediaset. Ma non solo, tra le perle del Conte, commenti a sproposito e sempre a sfondo sessuale ("Non ne hai visti altri?! E allora ti facciamo vedere i nostri, così capisci come sei messa", le parole a Rosalinda), svilenti nei confronti delle donne ("quelle due sono in sconto. Quell’altra invece, ha più esperienza", parlando delle inquiline e immaginandole nelle vetrine di Amsterdam) e di cattivo gusto.

Uno spettacolo raccapricciante e indifendibile, ancor più grave e inaccettabile nella sua reiterazione continua. Sono passati 19 anni dal suo primo Grande Fratello, da quella sfuriata nel confessionale al suono di Dove sono le mie sigarette, ma Filippo Nardi non è cambiato per nulla e sembra non aver capito la lezione. #fuorinardi è il titolo di coda al suo GF Bis ed è un gran peccato.