Finalmente riaprono i musei: voilà le mostre imperdibili da visitare subito da nord a sud Italia

Di Daniela Ambrosio
·5 minuto per la lettura
Photo credit: Fornasetti Theatrum Mundi
Photo credit: Fornasetti Theatrum Mundi

From ELLE

Dopo lunghi mesi di lockdown, finalmente il mese di febbraio si è aperto con una buona notizia: riaprono i musei in zona gialla. Mai, dalla fine della guerra, il mondo della cultura aveva visto una chiusura così lunga dei suoi spazi. E così, a pochi giorni dalla riapertura di mostre in musei e gallerie private, è boom di visitatori. Ovviamente, le restrizioni sono tante e le visite sono possibili solo su prenotazione, ma la voglia di arte pare non fermarsi di fronte a nulla. Ecco da Nord a Sud una selezione di musei e mostre da non perdere e da visitare, ça va sans dire, in totale sicurezza.

Triennale, Milano

Photo credit: Gianluca Di Ioia
Photo credit: Gianluca Di Ioia

La sua riapertura ha registrato ben 300 visitatori in un solo giorno: la Triennale Milano si conferma così una delle pietre miliari per tutti gli appassionati di arte e design. Visite guidate, attività per i bambini dai 5 ai 10 anni, virtual tour e orari prolungati per non lasciare nulla al caso e offrire un programma vario ed eterogeneo. Imperdibili le mostre in programma: Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli (fino al 18 aprile 2021), Claudia Andujar: La lotta Yanomami (fino al 5 febbraio 2021), realizzata in partnership con Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, e Mirabilia (fino al 4 aprile 2021), realizzata in collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

Divine e avanguardie Le donne nell’arte russa, Palazzo Reale, Milano

Photo credit:  ©State Russian Museum, St. Petersburg
Photo credit: ©State Russian Museum, St. Petersburg

Una riapertura all'insegna dell'arte al femminile per il milanese Palazzo Reale, che restituisce un’idea dell’arte russa e del fondamentale ruolo delle donne in questo Paese, del loro contributo alla Storia dell’Arte, del loro ruolo nella società per l’emancipazione e per il riconoscimento dei diritti attraverso un ricco corpus di opere, tramite mezzi espressivi e tecniche differenti per rappresentare l’evoluzione culturale e sociale. In mostra 90 opere mai esposte prima d’ora in Italia, in un racconto che vede da un lato la donna e il suo ruolo nella società con sante e madonne, imperatrici, contadine e operaie, intellettuali e madri ritratte dai grandi maestri: Il’ja Repin, Boris Kustodiev e Filipp Maljavin, il suprematista Kazimir Malevich e i maestri degli anni Dieci e Venti del Novecento, Aleksandr Dejneka, Kuzma Petrov-Vodkin, autore del ritratto della poetessa Anna Achmatova, solo per citarne alcuni. Dall’altro le donne artiste, “le amazzoni dell’avanguardia russa”, donne protagoniste di una atmosfera culturale, storica e sociale straordinaria, attive nei primi trent’anni del Novecento quando crearono opere originali e innovative.

Fornasetti Theatrum Mundi, La Nuova Pilotta, Parma

Photo credit: Cosimo Filippini
Photo credit: Cosimo Filippini

Qualcuno aveva avuto la fortuna di vederla prima delle chiusure, ma se non l'avete fatto, avete tempo fino al 25 luglio per visitare questa mostra-installazione in cui le opere storiche di Fornasetti creano una sensazione di perfetta simbiosi tra design e storia. Le immagini dei “volti” nei piatti del designer, collocati, come muti spettatori nelle gradinate del Teatro Farnese, hanno spopolato sui social e sui media. La dimensione multisensoriale dell’esperienza della mostra si amplifica con una colonna sonora, creata appositamente per la visita, che si può ascoltare sul canale Fornasettiofficial di Spotify. Una mostra in cui l'immaginario e le creazioni dell'Atelier dialogano con l’architettura e le opere del Complesso Monumentale della Pilotta. Riferimenti e suggestioni danno vita a un vero “teatro del mondo”, così come era inteso nel Cinquecento.

Luigi Presicce, Mattatoio, Roma

Photo credit: Mattatoio, Roma
Photo credit: Mattatoio, Roma

In linea con le aperture romane, inaugura al Mattatoio il progetto Le Storie della Vera Croce di Luigi Presicce. Si tratta del secondo capitolo del programma triennale Dispositivi sensibili, ideato da Angel Moya Garcia e incentrato sulla convergenza fra metodi, estetiche e pratiche delle arti visive e delle arti performative, attraverso un modello di presentazione che si evolve costantemente. Il progetto raccoglie un ciclo di dieci episodi che l’artista compone un’unica grande opera esposta per la prima volta nella sua totalità. Dieci capitoli, formati da un totale di diciotto performance in cui la pittura diventa il centro nevralgico dell’impianto espositivo. Da questa articolazione iniziale si declina un palinsesto a scadenza settimanale conformato da sei tableaux vivants intorno a cui un numero preciso di artisti invitati creano delle sedute di pittura dal vivo, insieme a quattro dialoghi di approfondimento e una rassegna cinematografica.

NATHALIE DU PASQUIER, Campo di Marte, Macro, Roma

Photo credit: Nathalie Du Pasquier
Photo credit: Nathalie Du Pasquier

L’artista e designer francese Nathalie Du Pasquier (Bordeaux, 1957) presenta, nell’ambito di SOLO/MULTI, la sua prima grande personale in un’istituzione museale italiana. Intitolata Campo di Marte, la mostra è concepita come un Gesamtkunstwerk — una “sinfonia silenziosa” nelle parole dell’artista — che comprende un corpus di un centinaio di opere realizzate dagli anni Ottanta fino a oggi. Superando l’idea tradizionale di antologica, la mostra si confronta con la vastità della sala che la ospita, divenendo un’unica grande installazione dinamica e multiforme. Lavorando sulle pareti come fossero delle immense tele, l’artista trasforma l’ambiente in uno scenario unico dove il visitatore è invitato a confrontarsi con dipinti, disegni, stampe e costruzioni tridimensionali, accost

VITRUM. DALLA SABBIA ALLA LUCE, Museo Civico di Ivrea

Photo credit: Museo Ivrea
Photo credit: Museo Ivrea

La mostra mira ad approfondire la conoscenza di un materiale affascinante (il vetro), poco rappresentato nelle collezioni museali, attraverso l’accostamento di reperti archeologici con opere d’arte provenienti da vari contesti, prossimi o lontanissimi nello spazio e nel tempo. Un’esposizione trasversale di grande portata storica e artistica, che dall’archeologia giunge fino all’arte contemporanea. Il percorso espositivo, particolarmente curato, conduce e coinvolge il visitatore in un’esperienza immersiva ed emozionale, che affida alla luce e a cromie raffinate e di grande effetto il compito di dare voce e forma al racconto racchiuso nel vetro.

L’Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg, Le Stanze del Vetro, Venezia

Photo credit:  Enrico Fiorese
Photo credit: Enrico Fiorese

Anche in Laguna riprendono le mostre: L’Arca di vetro, in scena all'Isola di San Giorgio Maggiore, è curata da Cristina Beltrami e Giordana Naccari ed è dedicata alla straordinaria collezione di animali di vetro di Pierre Rosenberg, Presidente-Direttore onorario del Museo del Louvre di Parigi. Saranno più di 750 i pezzi in esposizione, tra elefanti, cani, ippopotami, gatti, giraffe, mammut, orsi, pappagalli, pesci, tartarughe, volpi e persino minuscoli insetti realizzati a lume in scala reale da Bruno Amadi, che verranno presentati al pubblico in modo originale e divertente, adatto anche ai più piccoli.