Finalmente una donna a capo dei Servizi segreti italiani: diamo il nostro benvenuto a Elisabetta Belloni

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Photo credit: Franco Origlia - Getty Images
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Se chiudete gli occhi e provate a immaginare la persona a capo dei Servizi Segreti italiani, chi vi viene in mente? Probabilmente un uomo. Direte: il solito cliché. Ma il punto è che davvero ci sono professioni che nel nostro immaginario sono considerate più maschili di altre, fateci caso. E allora di cosa abbiamo bisogno? Di invertire la rotta, di vedere che anche le donne sono perfettamente in grado di ricoprire certe posizioni, di farci l'abitudine. L'esempio perfetto è proprio la prima donna a capo dell'intelligence italiana, Elisabetta Belloni, appena nominata dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Già ambasciatrice, è stata proposta come direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) dal numero uno della Farnesina, Luigi Di Maio, confermata con delibera dal Consiglio dei ministri e approvata dal COPASIR, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che controlla le attività dei servizi segreti. Belloni quindi sostituirà il prefetto Gennaro Vecchione alla guida del Dis dal 2018. È decisamente il caso di conoscerla meglio.

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Nata a Roma, classe 1958, Belloni si è laureata in scienze politiche alla LUISS Guido Carli nel 1982 con una tesi in tecnica del negoziato internazionale. Ha un curriculum assai notevole: quattro lingue parlate (inglese, francese, tedesco e spagnolo), è stata una delle prime due studentesse ammesse all’Istituto Massimiliano Massimo dei Gesuiti (fino a quel momento scuola esclusivamente maschile) e nel 2016 è stata la prima donna a ricoprire il ruolo di Segretaria generale per il Ministero degli Affari Esteri. Ha iniziato la carriera diplomatica nel 1985 e ha ricoperto diversi incarichi presso le ambasciate italiane a Vienna e Bratislava. Poi, rientrata in Italia, ha iniziato la sua carriera al Ministero degli Affari Esteri: dal 2004 è stata a capo dell’Unità di crisi del ministero degli Affari esteri dove ha dovuto gestire questioni piuttosto delicate come il rimpatrio dei cittadini italiani dopo lo tsunami nel Sudest asiatico e i casi di sequestro di Giuliana Sgrena in Iraq e Clementina Cantoni e Daniele Mastrogiacomo in Afghanistan.

Photo credit: Franco Origlia - Getty Images
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La sua carriera, poi, è proseguita con incarichi sempre più cruciali: dal 2008 al 2013 è stata direttrice generale della cooperazione allo sviluppo del dicastero e successivamente direttrice generale per le risorse e l’innovazione fino al 2015. In questa fase Belloni si è battuta perché i fondi per la cooperazione internazionale non venissero tagliati e per promuovere la trasparenza nei criteri di approvazione dei progetti delle ONG. Nel 2014, poi, è stata promossa ambasciatrice di grado, per poi diventare, l'anno successivo, capo di gabinetto dell’allora ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Infine, dal 2016 a oggi ha ricoperto il ruolo di Segretaria generale della Farnesina. Che dire, un percorso impeccabile caratterizzato da competenza, dedizione e una costante discrezione. "Ho dovuto dimostrare che potevo farcela e ho dovuto impegnarmi forse un po' più dei miei colleghi", ha spiegato Belloni in un'intervista all'agenzia Nove colonne nel 2010, "D’altra parte non viviamo in una società che consente alla donna di fare carriera senza dover rinunciare a un po’ della sua femminilità, al suo modo di essere, alla sua famiglia, alle sue esigenze". Le cose, però, potrebbero cambiare, una conquista dopo l'altra. Ed è con questo augurio che facciamo a Elisabetta Belloni le nostre congratulazioni per il nuovo incarico!

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