Flavio Insinna su “Il pranzo è servito”: «Non sarà mai una passeggiata»

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Da quando Flavio Insinna ha riportato in tv “Il pranzo è servito” è scesa una pioggia di critiche.

Prima tra tutte quella che mette il conduttore romano a diretto confronto con il compianto Corrado.

«Il confronto non c’è. È come un calciatore con Pelé: giochi anche tu a pallone, fai lo stesso sport, con la stessa palla e le stesse regole, ma non sono pazzo, non c’è nessuna presunzione di confronto», spiega Flavio Insinna a Il Corriere della Sera.

«Perché ho scelto “Il pranzo è servito”? È un piccolo classico, quando parte la musichetta e gira la ruota, non dico che è ipnotico, che risveglia la memoria collettiva... però sì, quel tocco ce l’ha. Non aveva senso stravolgerlo, giochiamo con parole, domande, curiosità, è un gioco aperto a tutti, in leggerezza e allegria».

Insinna è stato spesso al centro del mirino, motivo per cui ha imparato a gestire anche l'ansia da prestazione: stato d'animo con cui si sono confrontati anche molti altri.

«Quell’ansia lì c’è sempre, poi cerchi di tramutarla in forza, tenti di non farti paralizzare, ma non sarà mai una passeggiata. L’ansia, tanta, ci sarà sempre. Ho un entusiasmo intatto dentro di me, sono ancora quasi incredulo. Io non mi approccio mai da addetto ai lavori. A Proietti, ho studiato con lui, non sono mai riuscito a dire ciao Gigi».

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