Forse sappiamo perché è collassato il telescopio di Arecibo (il Video)

Di Redazione
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Photo credit: Raphael GAILLARDE - Getty Images
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A dicembre il radiotelescopio di Arecibo, attivo dai primi anni Sessanta nell'isola di Porto Rico, è crollato, collassando su se stesso e lasciando un vuoto fisico, ma anche simbolico nella comunità scientifica. Oggi sono in corso le indagini per capire cosa è accaduto quel giorno, provando a mettere insieme le cause e a recuperare i pezzi importanti della struttura.

Nell'agosto del 2020, uno dei cavi che sostenevano l'enorme parabola, scivolò fuori dal suo zoccolo, spezzandosi definitivamente insieme ad altri alcuni mesi dopo. In quel periodo si era stabilito che l'intero osservatorio fosse troppo a rischio per essere riparato in sicurezza, ma prima di trovare una soluzione collassò definitivamente sotto lo sguardo attonito di tutti gli appassionati di astronomia del mondo.

Il direttore dell'osservatorio Francisco Cordova ha comunicato che alcune parti del telescopio, come il braccio azimutale, la cupola e le antenne, sono stati recuperati. Successivamente gli ingegneri ambientali hanno anche individuato materiale potenzialmente pericoloso da rimuovere e che deve essere individuato con attenzione tra le macerie. L'obiettivo principale dell'indagine, ha detto Cordova, è capire quante componenti dell'osservatorio possono essere salvate e rimosse dalla piattaforma, per poi essere studiate attentamente altrove.

Ma la vera notizia dell'investigazione riguarda i cavi aggiunti negli anni '90, 12 cavi per sostenere l'enorme cupola, la forma iconica che abbiamo ammirato nei film Contact o in GoldenEye. Ecco, è emerso che c'era un errore di fabbricazione in quei cavi e anche la procedura di fissaggio non è stata eseguita in modo appropriato. Inoltre anche i cavi originari, quelli degli anni '60, hanno mostrato un'usura notevole, nonostante nel tempo fossero stati alleggeriti molto dal peso che dovevano sopportare.

Secondo il direttore Cordova comunque bisogna considerare anche i fattori esterni che hanno inciso sulla struttura. Nel 2017 l'uragano Maria ha travolto l'isola creando ovunque danni molto seri e anche l'attività sismica non è stata magnanima con i portoricani, nel corso del 2020 hanno subito più di 10 mila terremoti. Tutti questi urti, sommati ai difetti della struttura, sono un bell'indizio per capire cosa sia successo.