In Francia è esploso il movimento #MeTooIncest, che denuncia le molestie sessuali in famiglia

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: xia yuan - Getty Images
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From ELLE

Tutto è partito da un libro, pubblicato il 7 gennaio, e firmato da una donna, Camille Kouchner, che non s'era mai occupata di scrittura in vita sua. Kouchner, infatti, è una docente di diritto, piuttosto nota in ambiente accademico nel suo paese, figlia dell'ex ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, nonché fondatore di Medici senza frontiere. Ebbene, nonostante non sia una scrittrice, il suo La familia grande è il libro di cui tutti stanno parlando, sia perché parla di uno dei più grandi tabù della nostra società che è l'incesto, sia perché a essere accusato d'aver commesso l'orribile violenza, per anni, sul suo gemello allora 14enne, è il politologo Olivier Duhamel (grande amico, per altro, dell'ex Presidente François Hollande) ma soprattutto perché quelle pagine hanno dato vita ad un movimento, il #metooincest, che ha portato tantissime persone vittime di abusi in famiglia, a denunciare.

In una ventina di giorni, la vicenda ha aperto la strada a un'ondata di testimonianze di tale portata, che la reazione dai vertici dello Stato è diventata inevitabile. Così, sabato 23 gennaio, in un video trasmesso sui social, è intervenuto Emmanuel Macron, per ringraziare "il coraggio di una sorella che non poteva più tacere" ma anche quello "di migliaia di altre persone che stanno condividendo la loro testimonianza di una vita spezzata dalla più terribile delle violenze" . "Siamo qui. Vi stiamo ascoltando. Vi crediamo. E non sarete mai più soli”, ha assicurato Macron alle vittime di incesto.

Un pattern che accompagna quasi tutte le storie di vittime o di testimoni di incesto, è il fatto che l'abuso sia stato in qualche modo saputo o fortemente sospettato, nell'ambiente famigliare, ma che per dinamiche psicologiche complesse (spesso chi abusa ha dalla sua il potere economico, oppure ha una grande capacità di manipolazione, o, ancora, è un soggetto violento, in grado di incutere terrore e via dicendo) o per tacita connivenza (sì, c'è anche questo) non è stato mai denunciato. La stessa Kouchner, d'altronde, spiega molto bene nel libro come persino il suo gemello, pur confessandole ciò che stava patendo, la pregò di non dire nulla e di mantenere, e qui scatta la frase topica di queste situazioni, "il loro segreto".

Quando, tuttavia, Camille non ce la fece più a tacere e si rivolse alla madre, un'altra accademica, Evelyne Pisier, non trovò alcun supporto, e anzi, la vide voltare le spalle a loro, per prendere le parti del marito. Non si contano le testimonianze che riprendono, praticamente identico, questo modello: "Avevo 8 anni quando ho iniziato a subire abusi di mio zio; mia madre, rimasta vedova, sapeva ma non faceva nulla", si legge in un post su Twitter. E ancora, in un altro tweet #metooincest, "è stato mio padre, dai 7 ai 14 anni e mia madre aveva troppa paura di lui per fare qualcosa".

In tutto questo, il discorso di Macron s'è mosso, saggiamente, su due piani: il primo è stato "l'invito a non avere più timore di denunciare" (e qui si inserisce il potente: "vi crediamo") ed il secondo è quello della promessa di "punire i criminali per i loro atti passati e per prevenire ogni recidiva". Come già annunciato, dunque, il governo francese ha reso le cure psicologiche delle vittime di incesto completamente rimborsate, se già avvenute, e, si suppone, gratuite quelle future. Inoltre "saranno organizzate - come ha spiegato il presidente - due visite di screening e prevenzione nelle scuole primarie e secondarie".

E se vi sembra eccessivo, sappiate che secondo uno studio di Ipsos del novembre 2020, più di 3 francesi su 10 conoscono almeno una vittima di incesto, una percentuale in aumento costante dal 2009, e tra il 5% e il 10% dei francesi sono stati vittime di violenza sessuale durante l'infanzia, nell'80% dei casi in ambito familiare. "Molto è stato fatto. Dobbiamo fare di più", ha ammesso Emmanuel Macron. Anche per Marlène Schiappa, Segretario di Stato francese per la parità di genere che ha fatto stanziare la bellezza di più di un miliardo di euro nella battaglia per la parità e contro il femminicidio, la legge contro l'incesto "ha bisogno di un rafforzamento" ma ha anche aggiunto che "la legge non è tutto: è ancora più importante provare a prevenire, e per questo abbiamo messo in campo sessioni di educazione emotiva e sessuale anche nelle classi elementari. I bambini devo poter avere gli strumenti per raccontare ciò che gli accade. E devono essere creduti".