Fratelli e sorelle: chi ha il maggiore rischio di infarto?

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Il numero totale dei nostri fratelli e sorelle influenza la nostra percentuale di rischio di avere un infarto.

Il team di ricerca della Lund University, in Svezia, ha analizzato i dati appartenenti ad oltre 2.5 milioni di adulti nati tra il 1932 e il 1990, esplorando le implicazioni sulla salute cardiovascolare legate al numero di fratelli e sorelle di ognuno dei partecipanti.

«Rispetto agli uomini che non avevano fratelli, quelli con uno o due fratelli avevano un rischio minore di sviluppare problemi cardiovascolari. Quelli con 4 o più fratelli o sorelle correvano il rischio maggiore», ha dichiarato dottor Peter Nilsson al Telegraph. «Le donne con 3 o più fratelli correvano un rischio superiore rispetto a alle donne che non avevano fratelli».

Inoltre, lo studio indica che il primogenito, se maschio, aveva l’8% del rischio in più di soffrire di una malattia coronarica più avanti nella vita rispetto ai fratelli minori. E se la famiglia continuava ad espandersi, il più piccolo dei figli aveva il 13% in più del rischio di incappare nella condizione, rispetto al fratello maggiore.

Nel caso la primogenita fosse femmina, la sua percentuale di rischio di sviluppare un problema cardiovascolare era del 7% in meno rispetto a alle sorelle o ai fratelli più piccoli.

Ancora, una ragazza con due fratelli maschi più grandi correva il 2% in più del rischio di malattia cardiovascolare e il 14% in più di infarto rispetto al fratello maggiore, mentre un ragazzo con 4 fratelli maggiori aveva il 7 e il 23% di rischio in più, rispettivamente, di soffrire della condizione.

Dottor Nilsson esplora le possibili ragioni di questi numeri.

«I primogeniti ricevono più attenzioni da parte dei genitori, e le aspettative e la stimolazione sono più alte. Ma nei figli che nascono dopo lo sviluppo del linguaggio può avvenire più rapidamente, avendo fratelli e sorelle da cui apprendere».

L’esperto continua: «Dai primogeniti ci si aspetta un comportamento più corretto e che evitino certe cose cattive – come l’alcol, le droghe, il tabacco – rispetto ai nati dopo, perché la supervisione dei genitori tende ad essere inferiore».

Lo studio, di tipo osservazionale, è stato pubblicato nella ricerca scientifica BMJ.

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