Freaks out è il primo vero blockbuster fantastico della storia del cinema italiano

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Photo credit: cpurtesy
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Gabriele Mainetti e Nicola Guaglianone hanno aperto una fase di trasformazione del cinema italiano. Sempre loro due, in un certo senso, la chiudono qui a Venezia tra qualche giorno. Quando il cinema fantastico è passato dal ghetto dei film di serie B al proscenio dei grandi blockbuster, siamo rimasti fuori, incapaci di trovare un modo di scriverne e girarne sentendoli nostri. Per decenni non produrne è stato meglio degli sparuti tentativi fallimentari.

Quando è apparso Lo chiamavano Jeeg Robot, invece, a tutti è stato chiaro quale sia la via italiana e che il nostro legame imprescindibile con l’impegno, il sociale e l’attualità non è incompatibile con l’idea moderna di film fantastico, ma anzi la può nutrire. Da lì è iniziata una trasformazione di cui la Mostra di Venezia è stata testimone (ad esempio con Gatta Cenerentola), un cambiamento che ora, sempre alla Mostra, arriva ad un culmine.

Photo credit: courtesy
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La Settimana della critica presenta Mondocane, un post-apocalittico tutto giusto, che rimette in circolo il passato del nostro cinema di bambini tra le macerie in un immaginario futuro che parla di presente; il concorso risponde al risultato della mutazione: Freaks out, da quel che si intuisce è il primo vero blockbuster fantastico della storia del cinema italiano. Siamo cambiati.

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