Frutti selvatici africani: il nuovo superfood

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Secondo gli scienziati, mangiare frutti selvatici africani potrebbe avere una notevole serie di benefici per la salute.

Per migliaia di anni le persone si sono rivolte ai frutti colti dagli alberi per cibarsi, curarsi e molto altro.

Secondo la ricerca dell'Università di Johannesburg, i frutti indigeni dell'Africa meridionale hanno diversi benefici, grazie agli aminoacidi essenziali contenuti nei frutti di 14 specie presenti in quella parte del continente, ovvero nutrienti essenziali per uno sviluppo sano dei bambini e per mantenere la salute negli adulti.

«Possiamo migliorare la qualità nutrizionale delle nostre diete con i frutti selvatici», afferma la prof.ssa Annah Moteetee, autrice principale dello studio pubblicato sulla rivista Plants.

«Possiamo mangiare i frutti da soli o usarli insieme ad altri alimenti».

Un frutto in particolare, la prugna gialla, è un ottimo candidato per potenziare la funzione immunitaria contro i virus, perché contiene molta lisina, un amminoacido essenziale per una corretta funzione immunitaria.

Il frutto è così ricco di lisina, che supera di gran lunga l'assunzione giornaliera richiesta per gli adulti, tanto che viene anche impiegato nella medicina tradizionale africana.

Un altro potenziale nuovo super-alimento è l'oliva bianca, una bacca insolita che racchiude un pugno di aminoacidi essenziali e ha un sapore dolce, delizioso se maturato correttamente per garantire che sia commestibile.

Il professor Moteetee aggiunge: «Sono cresciuto in Lesotho mangiando questi frutti. Da bambini, li raccoglievamo mentre sono verdi e acerbi. Perché quando sono maturi, la competizione con gli uccelli e le altre persone è dura. Scavavamo un buco nel terreno, foderandolo con grandi foglie e mettendoci dentro il frutto».

Un terzo candidato per potenziare la dieta è il milkberry Lowveld, che si è rivelato la migliore fonte di carboidrati tra i frutti studiati.

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