Fuori gli artigli! La tendenza della nail art 2021 le vuole lunghe, anzi esagerate

Di Michela Motta
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Schiaparelli
Photo credit: Courtesy Schiaparelli

Nell'America multietnica si sta diffondendo la questione dell'appropriazione culturale: se un gruppo, un artista, un brand attinge idee da una cultura differente dalla propria, deve in qualche modo rendere credito. Perlomeno riconoscerne la paternità. Un atto dovuto che la comunità afroamericana si aspetta per molti dei loro tratti stilistici diventati mainstream. Dalle trecce da pugile ai cerchi d'oro alle orecchie, fino alla più forte tendenza del momento: gli artigli estremi. Unghie acriliche, lunghissime, appuntite, colorate e disegnate, sono su moltissime mani famose, dalle Kardashian a Billie Eilish, look virali - anche grazie a Instagram - a cui stiamo facendo l'abitudine.

Photo credit: Getty Images
Photo credit: Getty Images

Ma quelle manicure esagerate non sono un'invenzione contemporanea e nemmeno un revival della nail art made in Russia del Duemila. Per la cultura afro, ovunque si sia diffusa, dal Sud al Nord America, dove le unghie in gel acrilico sono state inventate negli Anni ’50, sono una consuetudine. Il resto del mondo se n'è accorto grazie alle regine della disco music Donna Summer e Diana Ross, e ha iniziato a guardarle con occhi diversi nell'estate dell'Olimpiade di Seul del 1988 quando Florence Griffith-Joyner (Flo Jo), atleta statunitense di colore, vince tre ori e stabilisce due record mondiali (ancora imbattuti) correndo velocissima con unghie lunghe multicolor. La stampa di allora però si interroga sull'opportunità di quell'azzardo, tirando in ballo la più borghese e appropriata French manicure delle colleghe.

Photo credit: Tony Duffy/ Getty images
Photo credit: Tony Duffy/ Getty images

Ma per Flo Jo, che lavorava in un salone di bellezza nel quartiere Watts di Los Angeles (teatro dei tumulti razziali del 1965), in quelle unghie non c'era nulla di strano. Peraltro le portava anche La Toya Jackson. E dopo di lei ogni star del rap e dell'hip hop, da Missy Eliott a Lil' Kim, Beyoncé, Nicki Minaj, Cardi B, Megan The Stallion.

Familiarità e orgoglio afro insieme. E per chi guarda? Mia Moody-Ramirez, docente della Baylor University in Texas e co-autrice del libro From Blackface to Black Twitter: reflections on black humour, race, politics & gender, dice: «In molti abbracciano tratti stilistici tradizionali dei neri. E quando lo fanno vengono lodati per il loro coraggio nel prendersi dei rischi: è fashion. Ma quando i neri fanno lo stesso, è subito "ghetto"».

Mentre negli Stati Uniti le rimostranze per la "black manicure matters" continuano, arrivando addirittura al boicottaggio da parte delle afroamericane dei nail salon gestiti da asiatiche (il 76 contro solo il 2 per cento delle manicuriste nere), qualcosa è successo: gli artigli sono riusciti a raggiungere la più elevata forma della moda: l'haute couture. La collezione primaverile Schiaparelli (il brand del look qui a fianco e del completo rosso e blu con maxi spilla colomba indossato da Lady Gaga alla cerimonia d'insediamento di Joe Biden) è una riflessione su anatomia e genere: «Ho creato abiti che rispettino arte e tradizioni», ha detto Daniel Roseberry, direttore creativo. «Ma allo stesso tempo sfidano i cliché associati al genere. Questi vestiti vogliono rendere consapevoli del corpo e di come ci muoviamo nel mondo». Nella collezione ci sono anche anelli con artigli infiniti e accessori abbinati a unghie lunghe, smaltate e appuntite. Indossati da donne di tutte le etnie.

Photo credit: Courtesy Schiaparelli
Photo credit: Courtesy Schiaparelli

Gli smalti per unghie lunghe

Photo credit: Courtesy Givenchy
Photo credit: Courtesy Givenchy
Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy YSL
Photo credit: Courtesy YSL
Photo credit: Courtesy Chanel
Photo credit: Courtesy Chanel