Galli: "Il vaccino? Farò il volontario. Ma prima i dati"

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
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(Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)
(Photo: MIGUEL MEDINA via Getty Images)

“Se come spero il vaccino AstraZeneca arriverà al Sacco vorrei fare da volontario. Sono assolutamente favorevole, ma prima i dati”. Così Massimo Galli, infettivologo del Sacco di Milano, su La Stampa, dove di Crisanti dice: “Se lo conosco un po’ penso viva la mia stessa insofferenza verso i troppi annunci e i pochi dati pubblicati. Questo non significa essere pessimisti, ma che se dobbiamo dare un’opinione da medici non sappiamo su che base farlo. Peccato se poi da una reazione di questo tipo uno viene definito no vax. Semplicemente dobbiamo saperne di più”.

“Nonostante le differenze tra aree diverse del Paese, si può sintetizzare che ci siamo”, siamo sul plateau - osserva - la situazione sta migliorando “un po’, anche perché c’è stata una riorganizzazione dell’assegnazione dei pazienti agli ospedali. La pressione però resta pesante e mi auguro che migliori a breve”.

Sul Natale in giallo: “Non bisogna avere fretta di allentare le misure, anche perché i dati per essere reali devono essere consolidati. So che è impopolare dirlo, ma non è il tempo del liberi tutti e non lo sarà a lungo. Non ne veniamo fuori se invece di guardare alla realtà cominciamo la corsa alla riapertura. La seconda ondata ci è già costata circa 12mila morti e se a Natale non si sta attenti non finirà più; questo virus finisce in due modi: o muta, cosa improbabile a breve, o con un vaccino che ci regali l’immunità di gregge. Non vedo alternative”.
A proposito della campagna di vaccinazione “se nulla andrà storto nella verifica e nella distribuzione dei vaccini potremmo farcela entro l’anno prossimo”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.