Germano Bellavia, il “pasticciattore” che si divide tra Un posto al Sole e la sua pasticceria

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Photo credit: G. Bellavia Facebook
Photo credit: G. Bellavia Facebook

È uno dei membri storici del cast della soap più longeva della tv italiana, ma è anche un pasticcere: Germano Bellavia dal 1996 è quasi ogni giorno sul piccolo schermo con il suo amatissimo personaggio, Guido Del Bue. È entrato in scena a Un posto al sole nella terza puntata e non è più andato via, riuscendo sempre ad appassionare i telespettatori con le storie del simpatico vigile urbano cui vengono affidate le sottotrame più divertenti, ma spesso anche quelle romantiche.

Guido, infatti, ha già avuto due mogli e altre compagne stabili e ha due figli, il ventenne Vittorio (interpretato da Amato D’Auria), già influencer, avuto dalla prima moglie Assunta Salvetti (Daria D’Antonio), e il piccolo Lorenzo, avuto dalla nuova moglie Mariella Alteri (Antonella Prisco), vigilessa come lui, molto premurosa e passionale. Ma ci sono state anche le storie con altri personaggi, da Roberta a Cinzia, da Loredana a Barbara, quest’ultima interpretata dall’ex Miss Italia Denny Méndez.

Germano Bellavia, però, non è solo un attore, ma anche un pasticcere e anche in questo mestiere che ha ereditato dalla sua famiglia è un’eccellenza tutta italiana, anzi, per la precisione, siciliana e napoletana. Sì perché pur essendo napoletanissimo (soprattutto quando si parla di tifo calcistico), ha origini sicule ed è sempre rimasto molto legato alle sue radici, in particolar modo quando si tratta di creare dolci. Ma vediamo come sono nate e come ha portato avanti queste sue due grandi passioni e professioni: la recitazione e la pasticceria.

Germano Bellavia Un posto al sole e non solo…

Nato a Napoli il 14 luglio 1970, Germano Bellavia sta per compiere 51 anni. Si appassiona al cinema fin da giovanissimo e a soli 17 anni supera un provino per il film musical Scugnizzi di Nanni Loy. In diverse interviste racconta che in realtà lui avrebbe voluto fare solo il pasticcere, ma ha poi continuato a fare l’attore per onorare la memoria di suo fratello Antonio. Infatti, il giorno in cui Germano comunica al fratello di aver ottenuto un ruolo in Scugnizzi, è purtroppo anche l’ultima volta che lo sente. È il 1987 e Antonio si trova a Latina perché è un attore, allievo del Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti, e con altri suoi 13 colleghi ha fondato una compagnia teatrale. Quando Germano gli dà la notizia, Antonio è al settimo cielo e non trattiene la gioia al telefono, ma venti giorni dopo viene a mancare e questa perdita segna per sempre la vita e la carriera di Germano.

Bellavia, infatti, decide di dedicarsi seriamente alla recitazione e con una tesina su C’era una volta in America entra nel Centro Sperimentale di Cinematografia. Per qualche anno fa avanti e indietro da Roma, ma il sacrificio viene ripagato. Lavora ancora con Nanni Loy anche in Pacco, doppio pacco e contropaccotto nel 1993, poi recita in Cuore cattivo di Umberto Marino nel 1995, in Isotta di Maurizio Fiume nel 1996, Naja di Angelo Longoni del 1997. In seguito si dedica prevalentemente a Un posto al sole, ma ogni tanto fa una capatina anche al cinema e in altre fiction. In particolare lo vediamo in Piacere Michele Imperatore di Bruno Memoli nel 2008, Mozzarella Stories di Edoardo De Angelis nel 2011, la miniserie La dama velata di Carmine Elia nel 2015, in cui interpreta un personaggio muto.

Nel 2013 è produttore e interprete, con il suo collega di Un posto al sole Marzio Honorato, del film Sodoma - L’altra faccia di Gomorra, che ha vinto il premio come Best Comedy Film al New York City International Film Festival dove è stato presentato in anteprima nel 2012. Il film ha lo scopo di ridicolizzare la camorra, per diffondere un messaggio di legalità e rispetto delle istituzioni, per questo motivo viene proiettato anche nelle scuole, per fini educativi.

Germano Bellavia e la sua prestigiosa pasticceria

Come pasticcere Germano Bellavia è altrettanto bravo e, insieme con i suoi fratelli e nipoti, porta avanti la tradizione di famiglia. Infatti suo nonno paterno Antonio è arrivato a Napoli da Palermo nel 1925 e nel capoluogo partenopeo ha portato i sapori siciliani aprendo una pasticceria nel quartiere Port’Alba. Con i due figli Vincenzo (padre di Germano) e Giuseppe l’azienda è cresciuta e sono stati aperti altri due punti vendita al Vomero e al Rione Alto. È proprio in quest’ultimo che, in seguito a una scissione nel 1991, si stabiliscono Vincenzo e la moglie Maria Pia con i loro figli Lucio, Germano e Ursula. Nel 1993 aprono anche una nuova sede all’Arenella.

I tre fratelli Lucio, Germano e Ursula portano avanti la loro antica pasticceria e si sono divisi i compiti: Lucio si occupa della produzione, del controllo degli ingredienti e della perfetta esecuzione delle ricette; Germano è il creativo della famiglia e testa anche i prodotti; Ursula si occupa del Cake Design. E ora ci sono anche Antonio e Maria Pia Bellavia che rappresentano la quarta generazione di pasticceri e continuano a garantire la perfetta fusione tra tradizione e innovazione. Germano, soprattutto nel weekend quando non è sul set di Upas, va a lavorare in pasticceria dove i clienti lo chiamano Guido, ma lui dice che gli fa piacere perché dimostra il grande affetto che i napoletani hanno verso la soap opera.

La vita privata di Germano Bellavia

Sulla sua vita sentimentale Germano Bellavia è da sempre molto riservato. Anche sui social (Instagram non lo usa dal 2016, ma è presente su Facebook) non condivide foto con compagna o figli, ma solo con gli amici e con i fratelli con cui lavoro in pasticceria. Con la sua altezza di 190 cm è un gigante buono e la sua grande passione è il Napoli: ha anche un grande tatuaggio con il volto di Maradona. In una intervista a La voce di New York, definendosi pasticciattore, ha anche detto che la sua psicologa dice che fa il pasticcere solo per la famiglia, l’attore per suo fratello Antonio e se fosse stato per lui avrebbe fatto solo l’ultrà del Napoli. Infatti il suo sogno è quello di poter festeggiare un altro scudetto del Napoli, visto che quando sono arrivati i primi due, nel 1987 e nel 1990, il dolore per il lutto era ancora troppo forte e oscurava tutto il resto. L’altra sua grande passione è la musica e in particolare, da buon napoletano, Pino Daniele, che ha anche conosciuto.

Sempre a La voce di New York, Germano ha raccontato che quando era ragazzino sua madre lo mandò a vivere lì, nella Grande Mela, da suo zio Raffaele a Little Italy, per imparare l’inglese, ma in realtà quando tornò in Italia parlava ancora più napoletano di prima e di inglese non aveva imparato un bel niente, perché era stato sempre tra altri italiani e in particolare tra napoletani.

Germano Bellavia aderisce anche al movimento delle Agende Rosse, che agisce per fare piena luce sulla strage di Via d’Amelio in cui, il 19 luglio 1992, rimasero uccisi il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli. L’attore ha detto che Borsellino è stato per lui una figura molto importante per la sua vita e per la sua formazione.