Gessica Notaro mostra le cicatrici "senza filtri e timori" per la Giornata contro la violenza sulle donne

Di Monica Monnis
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Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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From ELLE

Un femminicidio ogni tre giorni. A volte i numeri possono essere freddi, sterili e parziali nel raccontare e definire, ma non in questo caso. Le percentuali sono agghiaccianti e delineano perfettamente la gravità della situazione. Sono 91 le donne uccise barbaramente in Italia dall'inizio del 2020 (dati del rapporto Eures sul femminicidio in Italia ndr), una ogni tre giorni appunto, e non si può più stare a guardare e lasciare che la situazione sia costantemente messa in ombra da altre priorità e imbocchi una pericolosa strada senza via di uscita. Donne che vengono violentate, rapite e uccise, simbolo di tutte quelle denunce urlate al mondo ma che puntualmente finiscono nel nulla, tra le scartoffie di una scrivania già troppo piena, fino a quando non è troppo tardi. Ecco perché la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non può passare in sordina, anche e soprattutto in un momento storico in cui le mura domestiche non dovrebbero essere una prigione ma un porto sicuro. Anche Gessica Notaro si è fatta sentire e il suo tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere ad agire per il cambiamento è potentissimo.

"Durante il lockdown sono diminuiti ovviamente gli episodi di stalking, ma ci sono donne che durante questo periodo hanno deciso di farla finita trovandosi di fronte agli uomini violenti", ha detto alla Cisl Emilia Centrale, Gessica, protagonista di una delle più tragiche pagine di cronaca nera legate alla violenza di genere degli ultimi anni. "L'aumento di messaggi di violenza domestica l'ho percepito chiaramente dai messaggi che ricevevo in quel periodo. Improvvisamente tutti si occupavano del Covid e nessuno più di loro", ha continuato la modella riminese denunciando la mancanza di assistenza/vicinanza/empatia nei giorni di pandemia, "qualcuna ha ascoltato il mio consiglio e con la scusa di fare la spesa è scesa in strada e ha chiesto aiuto alle forze dell'ordine. Altre non ce l'hanno fatta e sono rimaste lì e sono ancora in contatto con loro. Un problema che origina dalla dipendenza affettiva".

Gessica, sfregiata con l'acido dal suo ex ragazzo nel gennaio 2017 non si è mai data per vinta; dopo l'aggressione ha deciso di "reagire e di non darla vinta" al suo aguzzino e di diventare emblema e portavoce della crudeltà rovinosa della violenza rosa. "La mia faccia per salvarne altre centomila" aveva spiegato in un'intervista a Sky tg 24 parlando della sua mission, "Voglio pensare che sia questo il senso della mia vita: mettere la mia esperienza al servizio di tante altre persone che magari non trovano il coraggio di ribellarsi". Per questo Gessica, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ha pubblicato per la prima volta le immagini (forti) del suo volto deturpato dopo l'aggressione (ma con un messaggio di speranza).

"Ci siamo. Finalmente è arrivato il momento di mostrarvi tutto", ha scritto la 30enne su Instagram, "senza filtri, senza timore. Sono passati quasi 4 anni da quel giorno e proprio in questo periodo stavo ultimando il mio disco 'Gracias La Vida'... poco dopo... il buio totale". Nel filmato postato su Instagram e facebook, una carrellata di immagini del suo "prima", delle bende, l'ospedale, l'arresto di Tavares, la riabilitazione in ospedale e la rinascita. "Poi ho capito che nulla succede per caso che quella canzone, che rappresenta un vero e proprio inno alla vita, non era arrivata per caso. Anzi, è arrivata nel momento giusto", ha ammesso prima di definirsi una miracolata, "perché mai come da quel 10 gennaio avrei potuto imparare che la vita va ringraziata ogni giorno per ciò che ci da e non accusata per ciò che ci toglie".