Giancarlo Giannini non ha pianto per la morte del figlio: il motivo


Giancarlo Giannini durante un’intervista rilasciata a “Il Corriere della Sera” in occasione dei suoi 80 anni è tornato a parlare del dolore per la morte del figlio Lorenzo.
L’attore, che oggi è padre di Adriano, Emanuele e Francesco, nel 1987 ha perso il primogenito, portato via da un aneurisma a soli 19 anni.
“Il mio mondo, come dico nella mia autobiografia, ‘Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi)’, è fatto di cose semplici e di sogni. Ho raccontato anche il mio più grande dolore, la perdita di Lorenzo, mio figlio primogenito, morto nel 1987, a 19 anni, per aneurisma… Voglio cancellare questa parola”, ha dichiarato.
L’artista ha inoltre ricordato uno degli ultimi momenti passati con il ragazzo.
“Un giorno, stranamente, mi aveva chiesto cosa c’è dopo la morte. Non sapevo come rispondere, gli raccontai una favola, immagina tanti colori nello spazio, esistono ma poi finiscono, è come una montagna da scalare, raggiungi altri colori… Gli parlai della morte come una sensazione di conoscenza”, ha raccontato.
Giancarlo ha poi ammesso di non aver pianto per la perdita di Lorenzo.
“Ero disperato ma non ho pianto, mi sono fatto forza anche per gli altri familiari, ho pensato che ha raggiunto la conoscenza, che sta meglio di noi che ci poniamo domande e non era solo una luce consolatoria”, ha dichiarato.
Quando gli è stato chiesto di descrivere sé stesso in poche parole, Giannini ha risposto: “Vengo da studi scientifici, tra noi non umanisti ci riconosciamo, siamo umili. Ancora oggi mi sento un perito elettronico mancato. Sono un uomo libero che non ha mai avuto santi in Paradiso, che continua a lavorare giocando, che ama la discrezione e la solitudine.”

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