Gillian Anderson: «Crisi nervose dopo X-Files»

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Gillian Anderson è stata preda di alcune crisi di panico al termine delle riprese di «X-Files», la serie cult anni ’90 in cui interpretava l’agente investigativo Dana Scully.

La star arrivò addirittura a pensare che la sua carriera da attrice fosse finita dopo la conclusione dello show, andato in onda dal 1993 al 2002, e poi tornato in tv con due stagioni extra tra il 2016 e il 2018.

«Durante quel periodo ho avuto un paio di mini-crisi e al termine di queste non riuscivo a parlarne, non potevo fare nulla, nemmeno vedere le foto», ha dichiarato al The Hollywood Reporter.

«Quello di cui avevo bisogno era di immergermi immediatamente nel teatro in un altro paese. Poi dopo un po' di tempo potevo abbracciare nuovamente il ruolo ma quando lo facevo era come se mi separassi da me stessa, che quella che guardavo era l'immagine di un'altra persona. Quando ti immergi così tanto in una parte, come facciamo e lo facciamo per un periodo di tempo molto lungo, ci sono sempre delle conseguenze. Ci sono di sicuro».

Gillian reagì allo stesso modo anche al termine dello show teatrale «Un tram che si chiama Desiderio», in cui interpretava la protagonista Blanche.

«Mi sembrava di aver perso la mia migliore amica. Ero in lutto. Alcuni amici di New York avevano organizzato un brunch per me il weekend successivo, ma io ero distrutta».

«È stato così profondo. Sapevo inoltre che difficilmente avrei rifatto quello show, mi sembrava di aver perso la testa».

«Sapevo che fosse finito, ed è stato molto triste», ha concluso la star.

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