Gina Lollobrigida, l'ex marito Rigau avverte: «I soldi sono spariti»

È ancora bagarre sul lascito di Gina Lollobrigida, deceduta il 16 gennaio a 95 anni.

A contendersi il testamento sono i parenti della donna, che ha avuto una carriera stellare conquistando importanti riconoscimenti, tra i quali un Golden Globe, sette David di Donatello, due Nastri d’argento.

Le liti sono cominciate a poche ore di distanza dal decesso, quando Adriano Aragozzini, storico amico della diva, è arrivato davanti alla camera dell’ospedale dove la Lollo era morta, trovandosi però di fronte l’ex marito, Francisco Javier Rigau, già indagato per truffa ai danni dell’attrice.

«Abbiamo litigato subito - ha detto l’ex patron di Sanremo -, in un momento che sarebbe dovuto essere di rispetto e silenzio, perché lui, con una certa aggressività mi ha detto: “Voi dovete stare a distanza da questa donna perché l’avete derubata”».

Non contento, Rigau ha poi rincarato la dose, davanti ai microfoni del programma «La vita in diretta», su Rai1.

«Io non erediterò nulla, ma bisognerebbe fare un’indagine sulle proprietà di Gina perché tutto il suo patrimonio è sparito. Per quanto riguarda me, le indagini sono già state fatte in modo approfondito».

Nel 2017, dopo anni di controversie legali, Rigau era stato assolto dalle accuse mosse proprio dalla Lollobrigida, che all’epoca aveva dichiarato come la truffa era avvenuta, ovvero «sposandomi per procura a Barcellona a mia insaputa per ereditare tutti i miei beni».

Il matrimonio è stato poi annullato dalla Sacra Rota nel 2019.

L’ex marito ha anche annunciato di voler partecipare giovedì ai funerali dell’attrice presso la Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo.

«Deciderà il figlio, ma io sono il vedovo. Sarò in prima fila».

Secondo Rigau, Gina ha avuto per fortuna un trapasso sereno.

«È morta tranquilla avendo accanto il figlio, il nipote e me. Ma era irriconoscibile. Quando si è rotta il femore (nel settembre scorso ndr) io ho fatto l’impossibile per aiutarla con delle badanti, pagando io: ma è stato impossibile».