Giovanni Ciacci: ‘Il test dell'HIV mi ha salvato'


Giovanni Ciacci, primo concorrente con l’HIV ad entrare nella Casa del ‘Grande Fratello Vip’, ha parlato della sua esperienza con la malattia. Ha invitato tutti a fare come faceva lui anni fa, ovvero testarsi periodicamente (e gratuitamente) per venire a sapere subito se si è stati colpiti dall’infezione. E’ l’unico modo per potersi curare ed evitare conseguenze potenzialmente mortali.
“Hiv non vuol dire morte. Con l'HIV una volta si conviveva ma adesso si vive e questo va detto a voce alta. L'HIV è un'infezione che riguarda tutti e non riguarda solo gli omosessuali ed è un'infezione che se non curata può portare all'AIDS e bisogna fare prevenzione”, ha spiegato il 51enne parlando con Alfonso Signorini durante l’ultima puntata del reality.
“Non esistono malattie sessuali legate a orientamenti sessuali ma solo a protezioni sessuali non fatte o fatte male. Non bisogna farsi prendere dal panico se si scopre di avere l'HIV perché ci sono cure antiretrovirali che permettono di gestire il virus nel sangue”, ha aggiunto. In effetti molte delle nuove infezioni da HIV riguardano uomini e donne eterosessuali. Nessuno dovrebbe sentirsi “al sicuro” e abbassare la guardia. Oltretutto oggi per alcune categoria a rischio esiste uno strumento nuovo che permette di prevenire l’infezione, si chiama PREP. Una svolta che sta facendo calare il numero delle nuove infezioni in molte città occidentali, da Londra a Berlino.
Ciacci ha sottolineato l’importanza dei test, che possono essere anche gratuiti e anonimi negli ospedali di tantissime città (oltre ovviamente a potersi fare in ogni laboratorio di analisi a pagamento con risultati ottenibili in poche ore). “E’ importante prevenire. Adesso fare il test gratuito è possibile ovunque ed è importante, laddove positivi, rivolgersi agli ospedali. Io ho avuto l’opportunità di curarmi fin dal primo momento. L’importante è portare la viremia a zero”, ha continuato.
“Se ho scelto di raccontare questa storia è per abbattere pregiudizio e stigma. La gente pensa si attacchi con un bacio o dividendo il bagno. Alfonso, ho diviso la mia vita in due momenti: prima della tua intervista e dopo la tua intervista. Prima, e ci stavo malissimo, mi arrivavano messaggi in cui mi davano dell’untore. Io non sono un untore, sono una persona che sta bene, si cura e può fare una vita normale. Bisogna combattere il pregiudizio”, ha quindi concluso.