Giovanni Ciacci rivela: ‘Sono sieropositivo, farò il GF Vip’


Giovanni Ciacci è sieropositivo. Ha l’Hiv. Lo ha voluto fortemente far sapere lui stesso alla vigilia della partecipazione al ‘Grande Fratello Vip’. E’ infatti anche il primo concorrente ufficiale della nuova edizione del reality, in partenza a settembre. Il 51enne originario di Siena ha fatto questa rivelazione in un’intervista rilasciata ad Alfonso Signorini sul settimanale ‘Chi’. Ha esordito senza giri di parole: “Sono sieropositivo”.
“Per me non esiste un prima e un dopo la malattia. Sono sempre stato una persona solare, estroversa, casinista, curiosa e assetata della vita. Anche dopo sono rimasto lo stesso. La voglia di fare casino ce l’ho ancora, però mi sono fermato per cercare di capire cosa mi stava succedendo. E posso dire con tranquillità che molte cose credo di averle capite”, ha aggiunto.
Questa malattia, che si trasmette per lo più attraverso il sangue (scambio di siringhe o altri oggetti affilati infetti, uso di dispositivi medici e chirurgici non accuratamente sterilizzati, etc.) e con i rapporti sessuali, è ancora oggi fonte di discriminazione per chi ce l’ha. “Ho capito sulla mia pelle che essere sieropositivo è ancora oggi un enorme stigma sociale. Eppure oggi si può vivere con l’Hiv, non ci si limita più a sopravvivere e questo è importante dirlo con grande chiarezza. Come occorre dire che l’Hiv riguarda tutti, al di là degli orientamenti sessuali di ciascuno”, ha proseguito Ciacci.
Ci sono infatti dei farmaci che bloccano la replicazione del virus, anche se non riescono a farlo scomparire del tutto. Quindi purtroppo è una malattia cronica dalla quale è impossibile guarire. Ma dagli anni ’80 le cose sono cambiate: “Le cure antiretrovirali non erano ancora state trovate, moriva un sacco di gente. Per chi si infettava la sieropositività era solo l’anticamera dell’Aids che lo avrebbe condotto al cimitero. Oggi con le cure il tasso virale nel sangue viene annullato e non ci si ammala più di Aids. Certo si muore ancora: chi non si può e non vuole curarsi o chi si accorge troppo tardi della sua sieropositività, magari in Aids conclamato. Ecco in questi casi è difficile intervenire con successo sulla malattia”. “Essere prevenuti verso noi sieropositivi oggi non ha più senso”, ha sottolineato Ciacci.
Bisogna però anche ricordare che l’Hiv non è una passeggiata, costringe a prendere medicinali molto pesanti e a sottoporsi periodicamente a molti controlli, per tutta la vita. «Assolutamente. Oggi di Hiv si parla sempre meno. I giovani non sono informati. E il tasso anagrafico di chi si ammala è sempre più basso. Ci sono diciottenni già in cura, che dovranno prendere farmaci per tutta la vita. Non dobbiamo stancarci di raccomandare l'uso del preservativo, perché è vero che oggi io posso fare una vita normale, è vero che la qualità della mi vita è quella di qualsiasi persona sana, ma altrettanto vero che le cure antiretrovirali sono pesanti per il nostro organismo, sono tossiche come ogni medicinale, possono favorire malattie tumorali o cardiovascolari, specie se non si conduce una vita sana. Bisogna sottoporsi ogni sei mesi a controlli”, ha spiegato Giovanni.
Lui ha vissuto la discriminazione anche sul posto di lavoro. “Mi hanno raccontato che una mia famosa collega è andata dal direttore di rete della sua azienda a dirgli di non farmi lavorare perché ero malato. Lì per lì mi sono sentito tradito, umiliato, inca**to, poi mi sono detto: ‘Sai che c’è? Ti dimostrerò che posso lavorare a faccia scoperta e coglierò l’occasione di potere raggiungere tante persone che mi seguono in tv per raccontare cosa significa essere sieropositivi’”. Ora farà quindi il ‘Grande Fratello Vip’.
Sarà il primo concorrente sieropositivo a prendere parte a un reality-show in Italia. Per questo ringrazia Signorini: “Bisogna informare la gente, perché oggi la discriminazione uccide più della malattia”. “Conosco colleghi e colleghe che in passato, anche in un passato molto recente, sono stati esclusi da un reality perché avevano l’Hiv. Da oggi grazie a te noi sieropositivi non ci sentiamo più ghettizzati. E questo è un grande passo verso la civiltà”, ha concluso.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli