Gita al Distretto dei laghi del Piemonte in cerca di atmosfere chic, sport e romanticismo

Di Daniela Passeri
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Photo credit: Getty / ClaraNila
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C’è il grande lago, il Maggiore, set del turismo internazionale da due secoli, ricco di ville di delizia, grandi alberghi e mondanità. C’è il più romantico dei laghi italiani, il lago d’Orta, con i suoi borghi medievali e atmosfere senza tempo. E poi c’è il laghetto di Mergozzo, dalle acque limpide e pulite, il preferito dagli sportivi. Tra i tre c’è una montagna, il Mottarone, che regala affacci meravigliosi sugli specchi d’acqua e infiniti sentieri per passeggiate super-panoramiche. Il Distretto dei Laghi del Piemonte, a un’ora e mezzo da Milano e da Torino, è un condensato di bellezza. Niente di artefatto, ma un territorio dove la natura è stata molto generosa e i secoli hanno lasciato le impronte gentili dell’arte e del bien vivre.

Lago Maggiore, la villeggiatura è nata qui

Photo credit: Getty / CAHKT
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La famiglia Borromeo lo ebbe tra i suoi feudi dal XV secolo, e predilesse le sue sponde come luogo di villeggiatura, tanto da trasformare una delle isole al largo di Stresa, nell’Isola Bella, con un sontuoso palazzo e uno dei più magnificenti giardini barocchi all’italiana. Da secoli le isole Borromee sono una meta irrinunciabile di ogni viaggio in Italia, tappa obbligata del Grand Tour allora, di un week-end o una vacanza oggi. Se non siete tipi da gita mordi-e-fuggi, concedetevi il lusso di soggiornare sull’Isola Bella negli appartamenti realizzati nelle case dei pescatori, fare colazione nella caffetteria Torre Noria e prendere l’aperitivo in riva al lago dopo che l’ultimo traghetto ha mollato gli ormeggi, per poi visitare il palazzo Borromeo in forma privata, soltanto voi e la vostra guida.

Tornati sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, è un susseguirsi di ville dei primi del Novecento appartenute all’aristocrazia europea, costruite quando l’apertura della strada del Sempione rese questo angolo d’Italia facilmente accessibile dai paesi del Nord assetati di sole. Per l’appunto, a Gignese, pochi minuti sopra Stresa, tra le tante cose da vedere c’è anche il museo dell’Ombrellino parasole, accessorio che ha segnato la moda della Belle Époque e non solo: in mostra, tra 1500 oggetti, anche quello appartenuto alla Regina Margherita, che da queste parti amava soggiornare. Nei grand hotel del lungolago di Stresa è stata scritta la storia della villeggiatura, che si rinnova in ogni stagione.

Lago di Mergozzo, per gli sport acquatici

Photo credit: Getty / Federica Grassi
Photo credit: Getty / Federica Grassi

Sembra un’appendice del Lago Maggiore, ma a ben guardare la cartina c’è una lingua di terra che li separa e rende il laghetto di Mergozzo un mondo a parte. Per la qualità delle acque, una delle migliori di tutti i laghi italiani: non sono ammesse imbarcazioni a motore nel Mergozzo né vi è consentito alcuno scarico, dunque è diventato il paradiso di chi ama remare, pagaiare, nuotare o rilassarsi sulle spiagge di sabbia o sulle rive erbose, quasi tutte attrezzate. Per passeggiare, dopo aver esplorato i vicoli del paese che si specchia nel lago, potete percorrere il Sentiero Azzurro (6 km) che sale verso Montorfano, a cavallo tra i due laghi, facile e molto panoramico.

PS. Per i milanesi: dopo Mergozzo, sulla via del Sempione, c’è la frazione Candoglia: qui si trovano le cave di marmo con le quali è stato realizzato il Duomo di Milano, tutt’ora attive. L’ecomuseo di Mergozzo ne racconta la storia e, occasionalmente, organizza delle visite.

Lago d’Orta, romanticismo senza tempo

Photo credit: Getty / IllustratedFritz
Photo credit: Getty / IllustratedFritz

Da Mergozzo, in 20 minuti si raggiungono le sponde della terza tappa del nostro itinerario nel Distretto dei Laghi, il più intimo lago d’Orta. Sarà perché così ben incorniciato dalle montagne, o per quell’incantevole isoletta che sembra emergere dalle acque immobili, l’atmosfera ovattata, l’eleganza discreta delle sue ville, le delicate scie dei battelli, sulle sponde di questo lago si avverte una rara armonia. Decantato sulle pagine di Balzac, Montale, Soldati e celebrato da uno dei suoi più illustri cittadini, lo scrittore Gianni Rodari (era nato a Omegna), il lago d’Orta ammalia chi ama i luoghi tranquilli che sanno però stupire. Come la villa Crespi di Orta San Giulio, capriccio di un industriale del cotone che, innamorato delle atmosfere della Baghdad dell’Ottocento, volle riprodurne le suggestioni nell’architettura eclettica della sua casa al lago: oggi è un albergo della catena Relais & Chateaux e ristorante stellato gestito dal cuoco Antonino Cannavacciuolo con la moglie Cinzia. Il prossimo luglio, la stessa gestione inaugura a Pettenasco, qualche chilometro a nord di Orta San Giulio, un nuovo residence con 16 appartamenti con accesso diretto al lago, piscina riscaldata a sfioro, servizi alberghieri, il tutto in classe energetica A.

Per godere appieno del lago, il sentiero da Pella a Orta San Giulio (16 km) consente di esplorare tutta la sponda meridionale e attraversare i piccoli borghi rivieraschi. Una volta arrivati a Orta, si prende il battello, si fa sosta sull’incantevole isola di San Giulio e per poi riapprodare ritornare a Pella. Fatto una volta, vorrete tornarci.

Info: distrettolaghi.it

Photo credit: Getty / Walter Bibikow
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