Giulia Borile è l'influencer sanitaria che spiega i trend della pandemia (e abbatte le fake news)

Di Monica Monnis
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Photo credit: Justin Paget - Getty Images
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From ELLE

Che le fake news siano come la gramigna ormai lo abbiamo interiorizzato e le elezioni americane sono state una case history per prenderne atto, ma forse, è proprio con la pandemia che ci abbiamo davvero sbattuto la testa. La combo coronavirus e democraticità del 2.0 ha proliferato in maniera spaventosa trovando terreno fertile con il concime più puro nei social network dove dati non verificati, virgolettati inventati o estrapolati fuori contesto, foto d'archivio spacciate per breaking news l'hanno fatta da padrona, il tutto sempre per confondere, manipolare, ingannare. Non a caso in Finlandia insegnano ai bambini delle scuole elementari come riconoscere le bufale e acquisire uno spirito critico di fronte all'informazione on line, ma questa è un'altra storia. La nostra di storia (bella) riguarda Giulia Borile, dottoressa in biologia cellulare, diventata per caso un'"influencer sanitaria" e punto di riferimento per aggiornamenti semplici e puntuali sulla pandemia.

Il salto nel mondo degli influencer di Giulia inizia con un post nella prima ondata di pandemia, per l'esattezza del 16 marzo, quando lei, 33 anni veneta con laurea in fisica e un dottorato di ricerca in biologia cellulare, esce dal suo core business (lavora alla Città della Speranza di Padova, nello staff della professoressa Antonella Viola, e si occupa di leucemie in età pediatrica, per cui recentemente ha vinto un finanziamento di 50 mila euro dalla fondazione per il miglior progetto di ricerca indipendente nell’area terapeutica onco-ematologica ndr) e inizia a condividere numeri, dati, grafici e tabelle sul contagio da Covid-19 provando a sbrogliare una matassa sempre più aggrovigliata. La mission? Rendere semplici e fruibili contenuti complicati nella loro "novità", spiegare anche a chi non sa nulla di statistiche come far amicizia con diagrammi e cartine colorate, in pratica "far capire meglio la situazione sanitaria attraverso testi e grafici che illustrano quanto sta accadendo".

"Nell'era degli open data non si può faticare in questo modo per avere a disposizione i dati. Io navigo in una decina di portali e riesco a recuperare i numeri che servono per spiegare la situazione", ha detto Giulia come riporta Repubblica parlando del suo lavoro di recupero e incrocio di dati e ed informazioni, "dal sito della Protezione civile recupero i bollettini, casi, ricoveri, decessi, tamponi. Dal sito dell'Istituto superiore di sanità recupero i report settimanali con l'indice Rt e le informazioni sulle età dei deceduti e sui sintomi. Poi per il Veneto guardo anche Azienda Zero, che mette anche le fasce d'età dei ricoveri per esempio. Infine controllo Google trends o Google mobility, che traccia i nostri spostamenti e le nostre ricerche". Per ora i numeri per chiamarla influencer forse non ci sono, ma resta il fatto che con le sue pillole è riuscita a fidelizzare un pubblico su temi ostici, a diventare un punto di riferimento per una determinata community, a "influenzare" sull'importanza dell'uso della mascherina e del non lasciarsi inghiottire dalle fake news. Non male.