Gli animali preferiti dagli italiani negli Anni 30 non sono molto diversi da quelli di oggi

Di Letizia Rogolino
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Photo credit: Express - Getty Images
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From ELLE

"E così andiamo avanti, barche contro la corrente, incessantemente trascinati verso il passato" scriveva il celebre scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald. Quante volte vi è capitato di emozionarvi in un mercatino dell’usato davanti a un libro, un accessorio o un capo di abbigliamento appartenuto a un passato ormai lontano? O di rimettere in ordine una soffitta impolverata e ritrovare un oggetto che riporta alla mente preziosi ricordi e una piacevole nostalgia? In questa rubrica vogliamo parlare dell’irresistibile anima vintage che è presente in ognuno di noi in diverse percentuali. Perché è impossibile cancellare quello che è stato, anche perché a volte serve guardare indietro per trovare l’ispirazione, nella moda, nell’arte, nella musica e nella vita.

Quando si parla di referendum di solito la mente si collega subito alla politica. Per questo ha attirato la mia attenzione un articolo sul numero di Giugno del 1935 di Scena Illustrata che riporta i risultati di un referendum "editoriale" indetto per svelare quali animali preferivano gli italiani in quegli anni.

Il gatto ha battuto per poche lunghezze il cane per giungere primo al traguardo e proclamarsi vincitore” tra i 202 lettori intervistati, di cui 194 hanno scelto il cane e 199 altri animali come aquila, gallina e altre specie. “Il micio per me è l’unico essere che può amare un poeta, perchè ha tanti confronti con le pause misteriose della sua lirica. Poesia e gatto vengono dai paesi del silenzio…” affermava Walter Trillini, tra i personaggi noti chiamati in causa per questo sondaggio del giornale. Si sa che il gatto è un animale indipendente, spesso autosufficiente e schivo che se la cava da solo, anche se ci sono alcuni esemplari più “coccoloni” e partecipativi all’interno di un ambiente domestico. Coloro che hanno espresso la loro preferenza per il cane hanno sottolineato la sua fedeltà, intelligenza, obbedienza, umiltà e devozione.

Photo credit: Tony Korody - Getty Images
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Augusto Lenzoni sottolinea come “il gatto ha una tenerezza speciale per le donne, ma non si può dire che sia dotato di molta intelligenza e affettuosità per il padrone o la padrona. E’ un essere ambiguo, sornione, meditabondo. Goloso e ladro. Lo è anche il cane, ma molto meno. Anche nell’incedere il gatto ha qualcosa di circospetto, sospettoso, esuberante, violento. Il cane è libero, agile, rumoroso, burlone, esuberante”. L’articolo continua ricordando che molti grandi uomini hanno avuto un debole per il gatto come Maometto, Richelier, Chateaubriand, Victor Hugo, Anatole Franco, Gautier, Baudelaire. “Quanti uomini d’ingegno hanno amato questo animale egoista e sornione!” scrive Lenzoni.

Tuttavia “a parte il carattere, è certo che il gatto è grazioso, e che questa qualità lo rende gradito alle nature delicate, cioè ai poeti e alle donne” continua, aggiungendo che “i suoi amori sono romantici, caratteristici, riservati. In certe notti rischiarate dalla luna, due, tre, quattro gatti , intonano la loro sinfonia erotica. Queste misteriose sinfonie d’amore, echeggianti nelle più tarde ore di una notte lunare, possono far ridere e far pensare. Hanno del grottesco e del tragico, Hanno, soprattutto, del mistero. E tutto questo spiega forse perchè in ogni leggenda o fantasia di astrologi o di streghe, vi è sempre un gatto solennemente seduto sulle zampe posteriori, col capo eretto, i baffi ispidi e gli occhi rotondi, insistenti, aperti nel vuoto come quando, nel buio di una stanza, risplendono di un freddo e limpido chiaro lunare”.

Photo credit: Maureen Donaldson - Getty Images
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Nel corso delle epoche l’idea del cane e gatto non è poi cambiata molto. Si notano sempre tratti distintivi tra l’uno e l’altro e molte persone preferiscono uno all’altro, anche se non manca chi li apprezza entrambi allo stesso modo. Il referendum riportato su questa vecchia rivista lascia poi spazio anche agli altri animali più rari e ricercati, come l’aquila che una lettrice dice di ammirare perchè “rappresenta ugualmente bene il Santo e l’Eroe, il Mistico e il Guerriero, il Sapiente e il Poeta”. Un’altra vorrebbe essere un leone “per sbranare gli uomini irragionevoli”.

Rondini, pappagalli, asinelli, sono tra le altre scelte degli italiani presi a campione, anche se colpisce la passione per le galline, soprattutto per il loro legame con la cucina, “perchè scodella l’uovo fresco”. Curiosa poi la conclusione con le parole di Amerigo Verardi che come suo animale preferito ha scelto l’uomo, “l’uomo dotto e filantropo, che educa, civilizza, eleva lo spirito e nobilita l’animo ad egregie cose” offrendo su un piatto d’argento la brillante battuta finale dell’articolo: “E poi si dice che l’uomo è una gran brutta bestia!”.