Gli effetti del vaccino per il Covid-19, descritti da chi lo ha provato

Di Simone Cosimi
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Photo credit: Anadolu Agency - Getty Images
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Quali sono gli effetti collaterali del vaccino contro Sars-Cov-2 (o almeno contro i suoi effetti, questo non è ancora chiaro) in arrivo il prossimo mese da Pfizer e dalla tedesca BioNTech? Non si può, per il momento, che affidarsi alle testimonianze delle diverse migliaia di volontari coinvolti in giro per il mondo. Una di queste è stata raccolta da Fox News: è quella di tale Gleenn Deshields, 44enne di Austin, in Texas, che per esempio ha descritto quegli effetti come una specie di post-sbornia. “Mal di testa e affaticamento – ha spiegato – un po’ di dolore nel punto dell’iniezione forse per tre o quattro giorni”. Con un progressivo miglioramento, nel senso che al secondo giorno gli effetti sembravano già più contenuti.

In realtà la fase 3 del trial clinico è in cosiddetto “doppio cieco”, cioè i volontari non sanno se abbiano ricevuto le due dosi del vaccino o una sostanza placebo (o un vaccino per altre patologie). Alcuni hanno tuttavia riferito degli effetti collaterali e qualcuno è andato a farsi il test sierologico di sua iniziativa, per capire se avesse o meno sviluppato gli anticorpi per l’infezione e dunque stimare con una certa ragionevolezza di aver ricevuto o meno una dose di vaccino contro Sars-Cov-2.

Photo credit: Hindustan Times - Getty Images
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Nel complesso, gli effetti dovrebbero ricordare quelli simili a un’influenza: dolore alle braccia e in generale dolori muscolari, in certi casi febbricola, irritazione nel punto dell’iniezione. Per questo, e non solo, molti esperti si dicono convinti che occorra iniziare subito a pianificare una strategia di comunicazione efficace che spieghi con trasparenza i benefici del vaccino, elencando anche possibili brevi effetti collaterali, e spinga verso l’alto la fiducia delle persone. Elevata, certo, perché la pandemia ha stravolto le nostre esistenze e continua a mietere morti. Ma non così tanto come si sarebbe portati a immaginare.

Se negli Stati Uniti, il paese più colpito, alla scorsa metà di ottobre solo la metà degli intervistati si diceva favorevole a farsi vaccinare, un’indagine pubblicata su Nature Medicine e condotta su 13mila persone in 19 paesi, fra cui l’Italia, rivela che quasi il 72% dei partecipanti si è detto propenso a farsi immunizzare. Il 14% invece è niente affatto o poco disponibile e il 14% incerto. C’è dunque una significativa fetta di persone che non intenderanno vaccinarsi e che, incrociate all’efficacia dei vaccini (non del 90% come Pfizer afferma ma realisticamente più bassa) rischia di allungare un’immunità acquisita di massa e lasciare molti “buchi” nella società. Costringendoci a prolungare l’adozione di misure di sicurezza come l'uso delle mascherine e il distanziamento.

Photo credit: GETTY
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In Italia, per esempio, l’Atlante Politico pubblicato poche settimane fa su Repubblica spiegava che quasi sei italiani su dieci sarebbero disponibili a sottoporsi al trattamento anti-Covid. Eppure il 37% degli intervistati non è intenzionato a vaccinarsi, una quota di scettici o veri e propri no-vax cresciuta di oltre dieci punti rispetto alla scorsa primavera (26%). Lavorare su una comunicazione chiara sui possibili effetti collaterali – a quanto sembra, comunque, di portata assolutamente limitata rispetto ai drammi che sta causando Covid-19 – può essere una strada per rispondere all’immancabile ondata di dietrologismi e complottismi che già da mesi rischiano di ricevere più spazio di quanto meritino. “La tragedia più grande sarebbe avere un vaccino sicuro ed efficace che le persone esitano a farsi somministrare” ha riassunto Preeti Malani, chief health officer e docente di medicina all’università del Michigan. Senza dimenticare l'essenzialità del richiamo, cioè la seconda dose, a cui chi ha ricevuto la prima dovrà presentarsi per concludere l’immunizzazione.

Un’altra volontaria, una 45enne del Missouri, ha per esempio detto di aver sofferto di mal di testa, febbre e dolori in tutto il corpo, un po’ più pesanti dopo la seconda dose ricevuta a distanza di un mese. Dal canto suo Pfizer ha confermato che BNT162 non ha fatto registrare conseguenze avverse gravi nelle 43mila persone a cui è stato somministrato se non effetti collaterali comuni a qualunque vaccino, come quello annuale contro l’influenza di stagione. Anche se forse un po’ più pesanti, come alcune testimonianze confermerebbero.