Gli errori più comuni di chi cerca lavoro, secondo LinkedIn

Di Redazione
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Photo credit: Photo by Hian Oliveira on Unsplash
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From Esquire

Secondo una ricerca portata avanti da LinkedIn, uno dei social network più importanti per la ricerca di posti di lavoro, e pubblicata da Andrew Seaman, editor di LinkedIn News, molte delle persone attualmente senza lavoro "non hanno fatto networking attivo mentre erano disoccupati". In altre parole, non hanno cercato lavoro chiedendo informazioni a sufficienza ad amici ed ex colleghi, o portando il proprio CV ad agenzie e aziende. Come mai? La risposta, apparentemente, è che si ha paura di mostrarsi disoccupati, di essere additati come tali e quindi esposti alle critiche della famiglia, dei conoscenti e degli amici. Essere disoccupati, in altre parole, è uno status vissuto come qualcosa di cui vergognarsi, e questo paradossalmente impedisce proprio di trovare lavoro. L'immobilismo inchioda alla posizione di disoccupati, e non riguarda soltanto la nostra attività di persona, ma anche quella online: soprattutto ora che i metodi tradizionali di ricerca del lavoro sono molto limitati per via dell'epidemia di Covid-19. Non è più possibile prendere un caffè con qualcuno, e nemmeno, in molti casi, fare un colloquio di persona. Questo sta causando un secondo problema, cioè che chi cerca lavoro ma non ha dimestichezza con internet, i social, e la ricerca di lavoro online, si sente ancora più svantaggiato e scoraggiato, e di conseguenza limita ulteriormente la propria attività di ricerca.

Si tratta di problemi estremamente influenti sulla ricerca di una posizione lavorativa: quasi la metà degli intervistati, il 46%, ha dichiarato di aver "mentito sul fatto di essere senza lavoro" e addirittura il 51% ha "evitato un evento sociale per il modo in cui si sente a causa dell'essere senza lavoro".

Ma questi due problemi, quello di vergognarsi di cercare lavoro attivamente e quello di demordere per via della propria inesperienza con internet, non sono gli unici errori che i candidati fanno in questo periodo nel cercare un impiego. La ricerca condotta da LinkedIn, che ha coinvolto oltre duemila persone, ne svela molti altri.

Photo credit: Alexander Demianchuk - Getty Images
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Innanzitutto va chiarito un tema importante: essere abbattuti, o stressati, per l'assenza di lavoro è normale. Come è normale avere difficoltà nel fare networking e cercare attivamente un impiego con colloqui e conoscenze. La pandemia ci impedisce di muoverci, di incontrare persone, e quindi le difficoltà aumentano, ma bisogna tener presente che questi problemi non sono delle colpe, e si possono affrontare grazie a un buon uso dei social, e un buon uso dei CV nella propria rete di conoscenze. La pandemia esiste per tutti, per chiunque cerchi lavoro in posto sulla Terra, quindi bisogna ripeterselo più volte: non siamo soli.

Non è possibile fare stime su quanto la diffidenza che si prova verso internet, insieme alle difficoltà nel fare networking, influenzino il nostro trovare lavoro. Ma, stando alla ricerca LinkedIn, si parla di centinaia di migliaia di posti di lavoro nei soli Stati Uniti. Il consiglio, è quello di pensare alla propria ricerca come a un lavoro di gruppo, come se non riguardasse solo noi, ma migliaia di persone e migliaia di diverse aziende. Perché, tutto sommato, è così. Sotto questa lente tutto è decisamente più semplice.

Il secondo consiglio è quello di tentare tutte le carte possibili: mandare CV studiati e scritti appositamente per le aziende da cui vogliamo essere assunti, parlare della nostra ricerca ad amici, famigliari, ex colleghi, conoscenti, contatti sui social network e dare loro informazioni precise, sintetiche e il più possibile utili.

Il principio che deve tirarci su di morale è che, per quanto sia difficile, anche per via della pandemia, a noi per trovare lavoro basta un solo colloquio andato a buon fine. Possiamo anche farne una ventina in un mese, tutti online, ma poi ne arriva uno, solo uno, ed eccoci di nuovo a lavoro. Per questo non dobbiamo mai fare l'errore di sottovalutarci, quello di sottovalutare internet, o quello di far prevalere lo sconforto.

Non si tratta di frasi dette tanto per dire, si tratta di dati provenienti da una delle più grandi ricerche di settore, nello specifico svolta da LinkedIn su un campione di persone decisamente ampio. C'è da fidarsi.

Ecco qual è un altro dei consigli da seguire per agire subito, e cercare un posto di lavoro soddisfacente: scrivere di sé, con articoli, pubblicazioni, CV e ricerche, usando soprattutto social network come LinkedIn. Si tratta di network che possono aiutarci a stabilire contatti che, se insistiamo e non accenniamo a demordere, possono farci ottenere colloqui, lavori e miglioramenti nella nostra carriera.

Come scrive Jack Kelly, esperto del settore, "se pubblicate solo una volta ogni tanto, vi perderete. Postate regolarmente, in modo che la gente vi conosca e si interessi a ciò che avete da dire. Comincerete a costruire un pubblico facendovi continuamente pubblicità da soli".