Gli italiani sono diventati più accoglienti? Gli immigrati ora ci fanno meno paura del Covid-19

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Photo credit: ALBERTO PIZZOLI - Getty Images
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In Italia gli immigrati fanno meno paura del Covid-19. Potrebbe sembrare scontato, in effetti: da un lato una malattia che dal 2020 sta uccidendo migliaia di persone, dall'altro dei cittadini di altri Stati in arrivo nel nostro Paese in cerca di una vita migliore. Eppure c'è chi cavalca ancora l'idea che per la maggior parte degli italiani la presenza di stranieri nel Paese sia un grosso problema. Ormai possiamo dire forte e chiaro che non è così: tra le preoccupazioni dei nostri concittadini l'immigrazione ha un ruolo marginale e i dati mostrano che questo timore (legato soprattutto all'idea che gli stranieri possano occupare posti di lavoro o aumentare la criminalità) è in costante calo. Gli italiani stanno diventando più accoglienti? Forse sì, e la pandemia potrebbe avere aiutato.

Durante il primo lockdown - ve lo ricorderete - ci chiedevamo come ci avrebbe trasformato questa pandemia mondiale e se il fatto di essere tutti nella stessa situazione ci avrebbe uniti al di là delle differenze e dei confini. Col passare del tempo le utopie iniziali si sono sciolte come neve al sole, ma forse qualcosa è rimasto: l'idea di un nemico comune da sconfiggere tramite la cooperazione anche a livello internazionale. Forse anche per questo la paura degli italiani è sempre meno rivolta agli stranieri e sempre più legata a salute e crisi economica (e non c'è troppo da stupirsi). A certificarlo è un sondaggio realizzato da Demos & Pi e dalla Fondazione Unipolis che ha analizzato le preoccupazioni dei cittadini europei. In Italia spicca l'ansia per i temi economici (30%), superiore alla media europea (21%) seguita da quella per il Covid-19 (26%). La paura per l'immigrazione arriva dopo quella per la scarsa qualità dei servizi (13%), quella per l'inefficienza e l'instabilità politica e quella per "altri temi" non specificati nel sondaggio. Si attesta al 6% con una diminuzione rispetto al 9% del 2020.

Photo credit: ALBERTO PIZZOLI - Getty Images
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Come osserva Repubblica, l'idea che gli immigrati costituiscano un pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza si è ridimensionato profondamente ed è in continuo calo. Sempre secondo Demos, siamo passati al 46%, nel 2017, al 27% attuale. Di pari passo è invece tornato a crescere il favore per l’accoglienza verso profughi e immigrati, condiviso dal 52% degli italiani intervistati. Questo cambiamento nella percezione della questione è dovuto naturalmente alla diminuzione dei flussi migratori: se nel 2018 le persone sbarcate in Italia erano quasi 200 mila, nell’ultimo anno sono stimate intorno a 50 mila (dati ISPI riportati da Repubblica, ndr). L'immigrazione verso l'Italia, però, rimane massiccia e sta aumentando a causa della pandemia che sta colpendo duramente il continente africano. Secondo Repubblica, però, gli italiani hanno ormai imparato a considerare gli immigrati come una componente sociale necessaria all'economia del Paese, dato che molte attività manuali nelle imprese sono svolte principalmente da stranieri. C'è anche l'idea che siano altri i problemi più urgenti: la sanità, l'economia e l'occupazione, il welfare. Il coronavirus l'ha reso chiaro e contemporaneamente ha spinto a riflettere su come esistano problemi che colpiscono tutti i Paesi, dai più poveri ai più ricchi senza distinzioni e forse questo, a lungo andare, porterà a ripensare anche il concetto di collaborazione internazionale. C'è da augurarselo.

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