Gli scienziati sanno già come costruire una macchina del tempo, resta solo un problema pratico

Di Redazione
·2 minuto per la lettura
Photo credit: gremlin - Getty Images
Photo credit: gremlin - Getty Images

From Esquire

Per tanti tanti anni abbiamo pensato che il tempo fosse immutabile e ci siamo affidati alla teoria di Newton. Poi un giorno è arrivato questo ventiseienne tedesco di nome Albert Einstein con delle idee tutte nuove e con una teoria sulla relatività generale. Detto molto molto semplicemente, uno dei punti fondamentali di questa teoria è che il tempo è elastico e dipende dalla velocità, rallenta o accelera a seconda della velocità con cui si muove un oggetto, o una persona.

Sono stati fatti diversi esperimenti per provare questa idea e in effetti funzionava. Nel 1971, quattro orologi atomici a fascio di cesio, e quindi estremamente precisi, furono fatti volare intorno al mondo per poi essere confrontati con degli orologi altrettanto precisi però rimasti fermi a terra. Il risultato fu una minuscola differenza, un piccolo fuso orario. Avevano viaggiato nel tempo.

Photo credit: Hulton Archive - Getty Images
Photo credit: Hulton Archive - Getty Images

Nel settembre 2015, il cosmonauta Gennady Padalka è tornato sulla Terra per l'ultima volta. Aveva appena completato la sua sesta missione nello spazio e ha battuto il record per la maggior parte del tempo complessivo trascorso oltre l'atmosfera terrestre: 879 giorni. E a causa di questi 2,5 anni trascorsi in orbita attorno al pianeta ad alta velocità, Padalka divenne anche un viaggiatore nel tempo, sperimentando la teoria della relatività generale di Einstein in azione. Come un orologio anche lui è una frazione di secondo più giovane rispetto all'età che avrebbe avuto se fosse rimasto sulla Terra. Per la precisione 1/4 di secondo più giovane. Quindi Padalka viene dal futuro.

Quindi adesso lo sappiamo: per costruire una macchina del tempo dobbiamo costruire qualcosa che viaggi a una velocità elevatissima intorno alla nostra orbita, qualcosa che si avvicini il più possibile alla velocità della luce. L'astronauta russo viaggiava più o meno a 27 mila chilometri all'ora, ottenendo però un viaggio un po' troppo modesto. Un razzo di ultima generazione si viaggerebbe a 25 mila chilometri l'ora. Ancora lentissimo mi dispiace.

Photo credit: YURI KOCHETKOV - Getty Images
Photo credit: YURI KOCHETKOV - Getty Images

Gli scienziati ci dicono che questa macchina è stata creata, però per esperimenti subatomici. L'acceleratore di particelle ha la capacità di spingere i protoni al 99,999999 per cento della velocità della luce, una velocità alla quale il loro tempo relativo si muove circa 6.900 volte più lentamente rispetto ai loro osservatori umani fissi. Noi inviamo regolarmente particelle subatomiche nel futuro.

Ora però metterci un umano forse diventerebbe un problema. Magari sarà questa una delle grandi sfide del futuro.