Gli splendidi giardini di Villa Medici nel cuore di Roma da vedere assolutamente

Di Antonia Matarrese
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Photo credit: Sebastiano Luciano
Photo credit: Sebastiano Luciano

From Harper's BAZAAR

È l’ultimo esempio di giardino mediceo in cui rimane intatto il disegno originario concepito da Ferdinando de Medici intorno al 1560. Estesi per oltre sette ettari, i Giardini dell’Accademia di Francia a Roma-Villa Medici si protendono da una parte verso il panorama della Città Eterna confinando con il Pincio e dall’altra si addossano alle Mura Aureliane.

Le siepi sempreverdi compongono numerosi quadrati e sono il filo conduttore del giardino dal punto di vista aromatico: alloro, mirto, liburnum, lentisco, lanterna, bosso hanno mantenuto quel concetto di pluriessenza tipico del periodo rinascimentale che si è conservato fino ai giorni nostri.

Photo credit: Daniele Molajoli
Photo credit: Daniele Molajoli

Ciascun quadrato racchiude una particolarità: ci sono quelli con i calchi nobili realizzati sotto la direzione di Balthus dagli anni Sessanta e quelli più recenti che includono l’orto, il vigneto, il frutteto. Tre le tipologie di alberi: pini marittimi, piantati nel periodo di Ingres, olmi e lecci. Questi ultimi caratterizzano la cosiddetta “Ragnaia”, falso bosco creato per l’attività venatoria (un progetto simile c’è a Firenze nel Giardino di Boboli).

Photo credit: Assaf Shoshan
Photo credit: Assaf Shoshan

In fondo al bosco, il Parnaso con i suoi viali concentrici e una fontana che aveva simbolicamente funzione di potere e fortuna: il sottosuolo è infatti ricco di reperti archeologici fra cui le vestigia della villa di Lucullo, console romano amante dei piaceri della tavola. Dopo la sua morte, la dimora ebbe vari proprietari, due su tutti: il senatore Valerio Asiatico, che morì suicida nel 47 d.C. e l’imperatrice Messalina, che qui fu assassinata l’anno successivo.

Photo credit: Daniele Molajoli
Photo credit: Daniele Molajoli

Il parco, accessibile grazie a visite guidate, da una decina d’anni è totalmente sostenibile: nessun tipo di trattamento chimico per le piante, macchinari e mezzi di trasporto non inquinanti. Questa scelta ha favorito il ritorno delle lucciole nel bosco e delle coccinelle.