Good news del lunedì: la foca monaca è tornata nei nostri mari (e non è solo carina, carina)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Brent Durand - Getty Images
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From ELLE

Ormai gli avvistamenti si susseguono e ci riempiono il cuore di speranza: le prime a dare la notizia sono state le Isole Egadi, seguite questa primavera da Capraia, dove un pescatore locale, alla fine di maggio, aveva raccontato di un incontro "sospetto" con quella che gli era sembrata una foca (ve lo ricordate?). Ora alla lista si aggiunge anche Lampedusa con un avvistamento che sa di autentica good news perché, a conti fatti, significa solo una cosa: la foca monaca sta davvero tornando nei nostri mari e dopo anni e anni di assenza e rischio di estinzione non si può che festeggiare la bella notizia formato green.

Nel 1832, il botanico Giovanni Gussone riferiva che a Lampedusa "in alcune grotte della costa vi soggiornano i vitelli marini". Nel 1843, invece, il Capitano Bernardo Sanvisente scriveva in un rapporto che a Lampedusa "le foche, dette volgarmente vitelli marini, riposano nelle grotte situate nella parte di levante". Insomma, è chiaro che un tempo la foca monaca era una vera habitué lungo le coste dell'isola. Eppure già negli anni '60 la situazione era ben diversa e il mammifero risultava quasi completamente estinto nei nostri mari a causa delle caccia incontrollata. E infatti a tutti noi l'idea di avvistare una foca che nuota nel Mediterraneo sembra più che altro un'assurdità. Le cose però - a questo punto - potrebbero lentamente cambiare. Il "Vitello di mare", come veniva chiamata la foca in passato, o il "Vòio marinu" (letteralmente "bue marino") come la chiamano ancora oggi i Lampedusani, potrebbe iniziare a riprodursi nuovamente lungo le coste italiane, specie se saremo in grado di garantire privacy e tranquillità alle zone interessate tenendo lontani turisti e curiosi almeno finché l'animale non si sarà definitivamente ambientato.

Photo credit: Gerard Soury - Getty Images
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"Si tratta di un evento eccezionale", ha dichiarato il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello a seguito dell'avvistamento, "se da un lato ci emoziona, al tempo stesso ci conferma che la nostra isola e il nostro mare continuano a essere una meraviglia della natura". In effetti, le isole Pelagie (che comprendono Lampedusa, Linosa, Lampione, l'Isola dei Conigli e lo scoglio del Sacramento) costituiscono un ecosistema particolarmente favorevole per la fauna marina: oltre a essere una delle mete preferite dalle tartarughe Caretta Caretta, che ogni anno nidificano nelle spiagge, nell'arcipelago è spesso possibile ammirare i delfini e, in alcuni periodi, anche il passaggio delle balene. Ora anche la foca potrebbe tornare a nuotare in libertà e sarebbe davvero un motivo di orgoglio e un segno di speranza.