Grazie Roberto Benigni per i tuoi amabili eccessi (e l'amore, il genio, etc.)

·1 minuto per la lettura
Photo credit: ALBERTO PIZZOLI - Getty Images
Photo credit: ALBERTO PIZZOLI - Getty Images

Chissà se anche stavolta raggiungerà il palco surfando sulle poltrone come quando a Los Angeles Sophia Loren gli consegnò uno dei tre Oscar per La vita è bella, il film più visto nella storia del cinema nostrano, la pellicola italiana con più spettatori al mondo. Se, una volta sul palco, ci sorprenderà con uno dei suoi siparietti irriverenti e audaci.

Se troverà qualcuno da prendere affettuosamente in braccio, come fece con Enrico Berlinguer dopo un comizio, nel lontano 1983; un ospite da strapazzare, come capitò a un’atterrita Raffaella Carrà un ventennio prima che il #MeToo rendesse certe esuberanze inconcepibili.

A 68 anni e con 50 di carriera alle spalle, centinaia di onorificenze, premi e collaborazioni con i nomi più illustri del cinema e dello spettacolo, Venezia premia Roberto Benigni col Leone d’Oro alla Carriera e dal suo genio sfrenato possiamo ancora aspettarci di tutto.

In attesa di lasciarci sorprendere una volta di più, vorremmo dirgli: grazie. Per la curiosità irrefrenabile, la gioia travolgente, per l’incontenibile insubordinazione e tutti gli altri amabili eccessi. Grazie per aver condiviso con noi tutto quell’amore... «che move il sole e l’altre stelle».

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli