Gregoretti, il voto in Senato: Salvini provoca e attacca il governo

È arrivato il giorno tanto atteso per Matteo Salvini che oggi, al termine del voto in Senato, scoprirà se dovrà comparire o meno in tribunale sul caso Gregoretti. L’ex ministro dell’Interno, accusato di sequestro di persona per i 131 migranti lasciati al largo della Sicilia nel luglio scorso, ieri ha dettato le linee guida di voto ai suoi, questa mattina nel corso della discussione in Aula ha fatto poi valere le proprie ragioni.

In un’Aula disertata dal governo, la cui presenza secondo la presidente Elisabetta Alberti Casellati non era prevista, il leader della Lega ha preso la parola prima della conclusione della seduta e dell’avvio alle procedure di voto sull’ordine del giorno.

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"Ho scelto io contro il mio quieto vivere di andare davanti a un tribunale. Orgoglioso di aver salvato migliaia di vite umane. Siamo antropologicamente e culturalmente diversi con la sinistra: mai manderei a giudizio i leader della sinistra" ha svelato Salvini.

Il segretario del Carroccio ha poi aggiunto: “Spiace che qualcuno a sinistra, in Italia e nel mondo, cerchi di eliminare il suo avversario per via giudiziaria. Noi siamo diversi. Io non chiederò mai che siano i giudici a giudicare Zingaretti, Conte e Di Maio. Il giudizio che conta è quello del popolo".

Gregoretti, l’affondo di Salvini al governo

Riferendosi all’assenza del governo tra i banchi del Senato, il leader della Lega, seduto tra Calderoli e Centinaio, ha attaccato: “Se c'è qualcuno che scappa oggi non è tra la Lega ma tra i banchi del governo. Penso che questa immagine dica tutto tra chi ha la coscienza sporca e chi no".

"La difesa della patria è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo ma se ci deve essere un processo che ci sia. In quell'aula non andrò a difendermi ma a rivendicare quello che, non da solo, ma collegialmente abbiamo fatto. Se avessi dovuto ragionare per opportunismo e convenienza personale- ha proseguito- non avrei preso la decisione che ho preso: è un processo e non una passeggiata. E lo faccio per rispetto della carica che ho ricoperto, per gli italiani e per i miei figli che hanno il diritto di sapere che difendere i confini era un suo dovere, non un suo diritto”.

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Non è mancato neanche l’attacco all’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: “Chiariamo una volta per tutti davanti al giudici se ho fatto il mio dovere o sono un sequestratore. Ma sarei uno strano sequestratore visto che sono stato io ad andare a salvare queste persone in acque maltesi. Anche Lamorgese ha protratto di uno, due, diversi giorni alcuni sbarchi in attesa delle redistribuzioni".

Salvini: “Mia politica ha salvato vite”

Salvini, nel corso dell’intervento dal banco della Lega, si è difeso dall’accusa di sequestro di persona: "Questa politica migratoria di rigore ha salvato migliaia di vite umane: la strategia del buonismo e dei porti aperti han portato a 15mila cadaveri in diversi anni. C'è bisogno di una cavia? Eccomi. L'unica mia preoccupazione non è per me, mi spiace per i miei figli che domani leggeranno sul giornale".

"So che chiedendo ai miei senatori di non opporsi al processo, faccio anche una forzatura della verità storica. Voglio che qualcuno metta la parola fine a questo dibattito surreale. Facciamo decidere a un giudice, usciamo da quest'aula e facciamo decidere a lui. Ormai il re è nudo, potete andare avanti qualche mese o settimana ma in democrazia il giudizio lo dà il popolo" la provocazione.

Poi ha aggiunto: “Vada come vada, i numeri sono evidenti e c'è una maggioranza di Pd, Iv e M5s che ritiene che io debba essere processato. Ringrazio i senatori della Lega ma noi non cambiamo, andiamo dritti, affrontiamo questa aggressione politica. Sono convinto che la fine sarà archiviazione. Chi vota oggi pensando di vincere sarà sconfitto dalla storia”.

Il messaggio del figlio

Nel corso dell’intervento non sono mancanti riferimenti ai figli, col segretario leghista che ha svelato un particolare retroscena: “Chi borbotta contro di me non ha ricevuto, come me, un messaggio oggi con scritto: 'Forza papà!'. Allora lei taccia! Taccia per rispetto per mio figlio non per me. Portate rispetto a due ragazzi che vanno a scuola e non rispondono delle accuse al padre”.

"Non cerco vendette, non voglio cancellare nessuno. Ricordo il titolo a tutta pagina 'cancellare Salvini'. A mio figlio ho detto: 'Nessuno vuole cancellare papà, è uno scherzo, sono giornalisti un po' burloni'. Se fosse stato scritto da Libero quel titolo sarebbero arrivati i caschi blu a rimuovere quel direttore" ha concluso.