Gucci celebra 100 anni con il film Aria (e una potente operazione di hackeraggio nel mondo Balenciaga)

Di Federica Caiazzo
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Photo credit: COURTESY GUCCI PRESS OFFICE
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Sono passati 100 anni da quando Guccio Gucci fondò il suo primo atelier fiorentino. Esattamente 100 anni di storia, collezioni e contaminazioni stilistiche. A fare gli onori di casa oggi è Alessandro Michele, direttore creativo della maison, che spalanca le porte degli archivi della casa di moda riproponendo l'iconico stile signature con una rienterpretazione che rompe ogni schema pregresso. Il "tradimento" dell'heritage, espresso nella totale fusione di un'operazione di hackeraggio nell'universo Balenciaga, diventa metafora di metamorfosi. Pretesto essenziale per voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo, un nuovo secolo, a polmoni pieni. Pieni d'Aria. Come il titolo del film celebrativo che la mente creativa del marchio ha co-diretto per l'occasione insieme all'artista poliedrica Floria Sigismondi. Ecco dunque come Alessandro Michele ha celebrato, con Balenciaga, i 100 anni di Gucci.

Gucci e Balenciaga, un'operazione di hackeraggio

Da una parte, l'italiano Alessandro Michele. Dall'altra, il georgiano Demna Gvasalia. Differenti origini geografiche, stessa (casa) madre: entrambi i marchi Gucci e Balenciaga sono attualmente le grandi star del gruppo Kering. I due designer condividono inoltre lo stesso indomabile senso di libertà che si avvale - come valore unico e aggiunto - del diritto inderogabile alla totale espressione della propria creatività (sperimentato anche quando Gvasalia ha presentato le collezione moda Autunno 2021 in un videogame). Così, da questa sinergia di mondi a sé stanti, ciò che viene alla vita è una fusione nel senso più totale del termine: "In questo senso - spiega Alessandro Michele, - Gucci diventa per me un laboratorio di hackeraggio, incursioni e metamorfosi. Una fabbrica alchemica di contaminazioni dove tutto è in contatto con tutto. Un luogo di furti e reazioni esplosive: un generatore permanente di luccicanze e desideri imprevisti. In questa ricorrenza, voglio dunque onorare il mio legame filiale tradendo l’eredità che mi è stata consegnata. Perché è solo nella capacità evolvente che si rinnova la promessa di una nascita interminabile".

Photo credit: COURTESY GUCCI PRESS OFFICE - Gregoire Avenel
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Nella dialettica di Alessandro Michele, il concetto di tradimento diventa la condizione unica ed essenziale per favorire la metamorfosi: con fare esploratore, il direttore creativo estrapola, taglia e cuce pezzi chiave dell'universo Balenciaga rielaborandoli attraverso interventi stilistici puramente Gucci. Da una prospettiva opposta, è come se Gvasalia contribuisse al lavoro del collega portando in tavola - anzi, passerella - il proprio apporto: un esempio è l'iconica borsa Jackie con logo Balenciaga. "Nell’attraversare questa soglia [dei 100 anni] - prosegue Alessandro Michele, - ho saccheggiato il rigore anticonformista di Demna Gvasalia e la tensione seduttiva di Tom Ford (direttore creativo della maison fiorentina dal 1994 al 2004, ndr); ho sostato sulle implicazioni antropologiche di ciò che brilla, lavorando sulla capacità risplendente dei tessuti; ho celebrato il mondo equestre di Gucci trasfigurandolo in una cosmogonia fetish; ho sublimato la silhouette di Marilyn Monroe e il glamour della vecchia Hollywood; ho manomesso il fascino discreto della borghesia e i codici della sartoria maschile".

Photo credit: COURTESY GUCCI PRESS OFFICE - Gregoire Avenel
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Questo filone narrativo vive e respira anche nello storytelling dei capi portati in passerella per i 100 anni di Gucci (per la prima volta, compare anche in anteprima la collezione di alta gioielleria), in particolar modo capispalla e blazer di una collezione senza stagionalità. Frustini, elmetti e giacche da fantino trasportano lo spettatore nel mondo equestre sempre amato dalla maison. I tailleur - monocromatici o pervasi da tripudi bucolici di fantasie floreali, così come i completi giacca e pantaloni bermuda interamente logati, - si prospettano come capi statement del guardaroba presente e futuro. Complice è la sensibilità a quell'estetica genderless con cui Alessandro Michele dialoga e riesce ad avvicinare le nuove generazioni (se ne è parlato tanto, proprio nell'ultimo anno, con lo stile gender neutral di Harry Styles in Gucci).

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Il brio della festa - quella festa che oggi, sulla scia di un sofferente anno pandemico, non potrà esserci fisicamente - ferve nei vestiti Gucci più scintillanti. Ma Alessandro Michele ci invita comunque a varcare nuovamente la soglia del celebre Savoy Hotel di Londra: lì, dove un giovane teenager - che sarebbe poi diventato il leggendario Guccio Gucci - lavorò come doorman nel 1899. "Entriamo in un club, luci al neon e macchine fotografiche, salvo scoprire che la festa che ci spetta non si consuma nella hall di un albergo londinese degli Anni 20 - chiarisce il direttore creativo. - Piuttosto si offre come un’immersione profonda ed estatica in tutto quello che oggi ci manca in maniera struggente: una festa d’aria. Un giubileo del respiro".

Photo credit: COURTESY GUCCI PRESS OFFICE
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100 Anni di Gucci con il film Aria

Alessandro Michele ne fa dono a noi - di questo "giubileo del respiro" - invitandoci a respirare non un'aria di festa, bensì "una festa d'aria". Fuori da ogni logica temporale dei calendari di fashion week - se non quella, appunto, dei 100 anni della maison - Alessandro Michele ha voluto che fosse un nome già noto alla grande famiglia Gucci a co-dirigere insieme a lui il film celebrativo Aria: Floria Sigismondi. L'artista multidisciplinare ha già avuto modo di realizzare contenuti per Gucci nel 2016 e, più recentemente, nel 2020 con la campagna Gucci Bloom.

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"L’idea della festa si magnifica dunque nella potenza generatrice della natura e nel soffio vitale che la pervade - conclude il designer romano a proposito del film celebrativo. - Celebro dunque l’aria come principio sacro di compenetrazione, mescolanza e connessione: principio di esistenza infuso dal sortilegio chimico delle foglie. A queste creature la mia resa di grazie. Al loro essere fragili e vulnerabili. Alla loro capacità di rinnovarsi e tornare a vivere dopo l’inverno". E che nuovo secolo, limpido e incontaminato, abbia inizio in questo spazio purificato e sacro.