Habemus Mes: accordo in Eurogruppo. M5s borbotta ma dice sì

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
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The Italian Minister of Economy Roberto Gualtieri appears as a guest on the new talk show ReStart. Rome (Italy), October 7th 2020 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
The Italian Minister of Economy Roberto Gualtieri appears as a guest on the new talk show ReStart. Rome (Italy), October 7th 2020 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Sembra passato un secolo dall’anno scorso, quando esattamente prima di Natale il neonato governo Pd-M5s si trovava ad affrontare la prima prova difficile d’epoca pre-pandemica: la riforma del Mes, cavallo di battaglia della Lega che riuscì a trascinare anche i cinquestelle. In tutt’altro clima, con il disco verde del Movimento, con un altro presidente dell’Eurogruppo – l’irlandese Pascal Donohoe al posto del portoghese Mario Centeno - oggi i ministri finanziari della zona euro hanno trovato il fatidico accordo sulla revisione del Salva Stati: nel giro di poche ore.

I partner europei hanno accolto il ministro italiano Roberto Gualtieri senza il minimo dubbio che avrebbe portato il sì di Roma, convinti fin dall’anno scorso che il sostegno italiano andava solo lasciato ‘lievitare’. Un surplus di discussione oggi è stato necessario sul ‘backstop’, il fondo di garanzia per le banche in crisi sul quale pure è stata trovata l’intesa. Il ministro tedesco Olaf Scholz voleva introdurre criteri più rigidi in caso di ‘bail-in’ per gli istituti bancari. Gualtieri lo ha fermato. Ma oggi la preoccupazione vera dei ministri finanziari della zona euro si chiama ‘recovery fund’.

Se ne è parlato al tavolo virtuale dei ministri riuniti in videoconferenza. Mancano dieci giorni al Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre e all’orizzonte non c’è uno straccio di soluzione per superare i veti di Polonia e Ungheria. All’Eurogruppo, è il tedesco Scholz, in rappresentanza della presidenza di turno tedesca, ad avvertire i colleghi di non aspettarsi una via d’uscita prima del summit: “Se la dovranno gestire i leader”. In realtà, si apprende da fonti Ue, la cancelliera vuole aspettare ancora altri due giorni prima di tracciare una linea e annunciare eventualmente che la missione di mediazione con Budapest e...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.