Hajar Drissi, 23 anni, attivista per l'inclusione: "Italiani come voi, il nostro voto vale"

di Ilaria Solari
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È nata in una piccola tribù in mezzo alle montagne delll'Alto Atlante in Marocco, dove il padre era stato mandato a insegnare: «Un mondo a parte a cui sono ancora molto legata». Nel 2006 si è trasferita con la famiglia in un paesino delle Marche e ora studia a Bologna, dove è iscritta al primo anno della laurea magistrale in Relazioni internazionali, dopo essersi laureata in Cooperazione internazionale. «Fin da bambina tendevo a farmi troppe domande, a interrogarmi sulle ragione di certe ingiustizie», ricorda Hajar, impegnata dai primi anni del liceo nel volontariato, in un centro per l’integrazione e con un'associazione per famiglie in difficoltà.

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«A Bologna è diventata un'attività più consapevole». Oltre a essere fondatrice e speaker di Radio Kivuli, emittente attiva soprattutto durante il lockdown nella diffusione di best practice e notizie utili, Hajar è in prima linea nella campagna di Actionaid per riformare la Legge sulla cittadinanza (canale YouTube "Staffetta per la cittadinanza" e ilmiovotovale.com).

Sono oltre un milione, spiega Hajar, i figli di stranieri nati o cresciuti in Italia che non hanno diritto alla cittadinanza, non possono votare, candidarsi alle elezioni, partecipare a concorsi pubblici e subiscono gravi limitazioni alla loro libertà di viaggiare e fare esperienze di studio e lavoro all'estero. «Le cose devono cambiare o cresceremo una generazione di arrabbiati».