Half of it è il nuovo video manifesto delle donne per far ripartire il Paese (in grande)

Di Ilaria Solari
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From ELLE

Metà della governance di Next Generation EU alle donne e una valutazione di genere a monte e a valle di qualsiasi stanziamento; almeno il 60 per cento dei bambini da 0 a 3 anni accolti nei nidi pubblici entro 5 anni; un cashback sui servizi di cura e assistenza per le famiglie; assunzioni di donne e giovani nei servizi pubblici; diritto a maternità e malattia per tutte le categorie professionali autonome, ordinistiche e non.

Questi alcuni dei punti salienti del Manifesto che la rete Donne per la salvezza - Half of it ha indirizzato al governo, una sorta di indicazione programmatica molto concreta sugli investimenti necessari per far crescere l’occupazione femminile e quindi il Pil con le risorse europee e il riordino della spesa nazionale, e per fronteggiare l’emergenza delle famiglie italiane creando nuove infrastrutture con misure di lungo periodo e riforme immediate. Tra gli altri punti del Manifesto, a cui ha aderito una lista lunghissima di associazioni, ci sono la sanità e l’assistenza di prossimità per anziani, disabili e non autosufficienti a cui dovrebbero andare almeno 4 miliardi, oltre alla cifra già prevista; investimenti su consultori e centri antiviolenza; politiche di condivisione del lavoro di cura e della genitorialità, ponendo a carico dell’Inps l’anticipo dell’indennità obbligatoria di maternità e a carico della fiscalità generale il 100 per cento di indennità obbligatoria di maternità.

Una grande attenzione anche ai giovani e all’istruzione: tempo pieno nelle scuole e insegnamento di educazione civica, finanziaria e contro gli stereotipi; riduzione delle tasse per le studentesse delle lauree Stem e, per le stesse materie, quote di genere (50 per cento) nei test d'ingresso universitari. E infine il lavoro: sostegno all’imprenditorialità femminile; affiancamento e formazione delle titolari di nuove imprese femminili nei primi tre anni; riduzione dei contributi previdenziali per lavoratrici autonome totali e parziali; parità salariale e pari opportunità con sgravi contributivi e fiscali per chi rispetta questi principi.

Serve poi, sostengono le Donne per la salvezza, un aggiornamento degli organismi di parità e un gender procurement che regoli ogni appalto relativo ai fondi europei, con premi per le imprese che mettano in pratica l’uguaglianza di genere e riducano il gender gap. Ora, la parola al governo.