Harry: "Sono fuggito per non finire prigioniero come mio padre"

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Photo credit: Nella foto Harry e il principe Carlo
Photo credit: Nella foto Harry e il principe Carlo

Rompere "la catena di dolore" che cementa i rapporti nella dinastia reale britannica. Fuggire, come unica soluzione per far crescere i propri figli lontano da un mondo che privilegia il ruolo ai sentimenti. "Per questo ho deciso di trasferire la mia famiglia negli Stati Uniti. A volte devi prendere decisioni che mettano la tua salute mentale e quella delle persone care al primo posto".

Il principe Harry torna a parlare della scelta di congedarsi dalla scena Windsor che ha portato alla rottura dei rapporti con l’intero clan reale. L’occasione è stata l’invito a partecipare al podcast Armchair Expert, animato dagli attori Dax Shepard e Monica Padman, il 13 maggio. È la prima volta che il secondogenito di Carlo e Diana parla della situazione dopo l’intervista rilasciata a marzo a Oprah Winfrey assieme a sua moglie Meghan. Oprah, ormai sodale di ferro dei Sussex: proprio in coppia con la regina dei talk il duca ha debuttato come frontman e produttore della serie di documentari The Me You Can’t See, dedicata al disagio psicologico, dal 21 maggio sulla piattaforma digitale Apple Tv Plus. Ma torniamo al podcast: stavolta Meghan è rimasta un passo indietro, lasciando la scena al consorte, anche perché alle prese con le settimane conclusive e avvolte nel mistero (la duchessa è sparita dai radar) dell’attesa della loro secondogenita. Harry, a briglia sciolta, ha rincarato la dose sui limiti della vita da reale, paragonandola a un mix tra il Truman Show - film del 1998 in cui Jim Carrey vive inconsapevolmente nella bolla di un mondo perfetto che in realtà è il set di un immane show televisivo - e uno zoo, in cui "i media si sentono in diritto di disporre della tua vita, come se ne fossero i proprietari. A vent’anni avevo capito quale sarebbe stato il futuro che mi aspettava. E già allora mi era chiaro che non era quello il “lavoro” che volevo. Desideravo scappare, perché avevo molto nitido nella mente il destino di mia madre". Su Diana torneremo tra qualche riga.

Photo credit: Nella foto Harry e il principe Carlo
Photo credit: Nella foto Harry e il principe Carlo

La parte certamente più sconvolgente del fiume di parole pronunciate da Harry in 90 minuti di intervista riguarda però suo padre Carlo. "Se ho sperimentato una qualche forma di dolore o sofferenza è stato, forse, a causa del vissuto di mio padre. Dolore e sofferenza hanno una matrice genetica, vengono trasmessi comunque. Il compito di noi genitori è assicurare ai nostri figli di non vivere ciò che noi per primi abbiamo vissuto".

Come è logico, nel Regno Unito è scoppiato il putiferio. Harry è stato accusato, ancora una volta, di aver mancato di rispetto alla regina Elisabetta, 95 anni, e alla memoria del principe Filippo, appena scomparso. Nella realtà, la cura genitoriale di sua maestà, soprattutto nei confronti di Carlo, è stata a lungo dibattuta, e ben prima che Harry ne facesse cenno. Nell’unica biografia autorizzata del principe di Galles, scritta da Jonathan Dimbleby nel 1994, un intero capitolo è dedicato alla questione: Carlo definì sua madre “emotivamente distante”, mentre suo padre era disturbato dall’eccessiva sensibilità dell’erede al trono, che provocava in lui atteggiamenti “sprezzanti”. Filippo voleva che il figlio ripercorresse le sue orme, che i riti crudeli del collegio scozzese di Gordonstoun ne forgiassero il carattere come era accaduto a lui in prima persona. Carlo ne conserva ancora oggi un ricordo terrificante: qui venne picchiato e bullizzato. Parole appunto di Carlo, non di Harry. È questa, dunque, "la famosa catena del dolore" cui il duca di Sussex fa riferimento? "A un certo punto ho cominciato a unire i frammenti", ha detto ancora Harry. "La scuola, i rapporti con i suoi genitori: era tutto collegato. Ma se mi ha trattato nel modo in cui lui stesso è stato trattato, è stato necessario cambiare il corso degli eventi per i miei figli". Il principe di Galles - questa l’accusa del figlio - non avrebbe fatto nulla per interrompere quel circuito deleterio. Anzi, a detta di Tom Quinn, autore di un documentario trasmesso sabato 15 maggio sul britannico Chanel 5, Charles & Harry: Father & Son Divided, l’erede al trono avrebbe delegato l’educazione di William e Harry al Palazzo, immerso com’era in un’agenda fitta di ricevimenti e relazioni internazionali, incapace di essere punto di riferimento per due ragazzi che avevano perso tragicamente la loro madre.


Photo credit: Nella foto Lady Diana
Photo credit: Nella foto Lady Diana

Diana, sempre Diana: alla vigilia delle celebrazioni per i sessant’anni dalla sua nascita, che ricorrerà il primo luglio, il suo nome è battuto dalle agenzie come fosse ancora tra noi. Oggi si parla molto dall’indagine interna alla Bbc circa i retroscena dell’intervista bomba rilasciata nel novembre 1995 a Martin Bashir per la trasmissione Panorama. Un’indagine chiesta a gran voce da Charles Spencer, fratello della principessa, e sostenuta da William. Per convincere Diana a parlare il giornalista avrebbe fatto leva sulle sue paure più recondite, sulle sue idiosincrasie. Come il timore di essere controllata. Ecco perché Bashir avrebbe prodotto finte ricevute bancarie per dimostrare che le sue guardie del corpo erano pagate per spiarla. Avrebbe inoltre fomentato la gelosia ossessiva di Diana nei confronti di Tiggy Legge-Bourke, la tata dei suoi figli, suggerendole che la donna aveva avuto una relazione con Carlo, rimanendo addirittura incinta. A riprova di ciò, sarebbe persino spuntata una falsa ricevuta di una clinica privata dove Tiggy sarebbe stata ricoverata per un aborto. Tutti documenti contraffatti e utilizzati da Bashir per arrivare all’esclusiva mondiale più dirompente del secolo scorso, negli ultimi mesi sotto esame di Lord Dyson, giudice della Corte Suprema in pensione, chiamato a dirigere questa indagine interna.

Bashir, nell’attesa di un verdetto che tutti scommettono gli sarà sfavorevole, si è licenziato dal network televisivo.

Photo credit: Nella foto la ricevuta della degenza ospedaliera della tata di William e Harry
Photo credit: Nella foto la ricevuta della degenza ospedaliera della tata di William e Harry

Chissà come hanno influito queste nuove, dolorose vicende sull’umore già provato di sua maestà. Elisabetta, adempiuto il suo ruolo costituzionale all’apertura del Parlamento britannico, ha deciso di eclissarsi, anche per piangere in solitudine la perdita dell’amato marito. Ecco perché sta organizzando una fuga fuori stagione nella tenuta di Balmoral (vi si reca normalmente ad agosto), stessa destinazione che la regina Vittoria scelse, 160 anni fa, per ritirarsi in un privatissimo lutto per la morte dell’amato consorte Albert. Elisabetta alloggerà, con un seguito ristretto in una dépendance della tenuta, Craigowan Lodge, dove trascorse parte del viaggio di nozze con Filippo. Respirerà quell’aria a lei tanto familiare, scudo alle nuove raffiche che si stanno abbattendo sul suo regno ormai al tramonto.

Testo di Francesco Vicario

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente