Hublot, 40 anni fa il Big Bang nel mondo dell'orologeria

Di Matteo Zaccagnino
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Photo credit: Courtesy Hublot
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From Esquire

Il 1980 non ha segnato solo l’inizio di un nuovo decennio. È stato l’anno che ha celebrato Dustin Hoffman con l’Oscar come migliore attore in Kramer contro Kramer pellicola che raccolse 5 statuette. Non basta. Ronald Reagan divenne il 40° presidente degli Stati Uniti mentre in Europa, e più precisamente in Italia, la Germania Ovest di Rummenigge, Hrubesch e Müller conquistò il titolo continentale di calcio. Sempre in ambito sportivo, nel 1980 Pietro Mennea e Sara Simeoni vinsero una storica medaglia d’oro rispettivamente nei 200 metri e nel salto in alto. Ma quell’anno sancì anche l’arrivo sulla scena orologiera di Hublot, dal francese oblò.

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Un nuovo marchio, nato dall’intuizione dell’imprenditore italiano Carlo Crocco, che cambierà le regole in un settore che proprio in quel periodo stava cercando una via d’uscita dalla crisi generata dall’arrivo sulla scena del quarzo. Merito della Maison fu proprio interpretare quel particolare momento storico come una grande opportunità. Tempismo migliore non poteva esserci. In quell’epoca di grandi cambiamenti si stava delineando sul mercato una nuova generazione di consumatori dal profilo più dinamico, attivo e con un elevato potere d’acquisto. Serviva dunque rompere gli schemi e adottare un nuovo linguaggio per catturarne l’attenzione.

La chiave del successo di Hublot, diventata poi tratto distintivo e cifra stilistica, fu la capacità di aver saputo adottare un nuovo linguaggio tecnico e stilistico che guardava in una nuova direzione. Da qui l’idea di presentarsi sul mercato proponendo il Classic Fusion, segnatempo che per la prima volta portò all’attenzione del pubblico una scelta coraggiosa: abbinare la cassa in oro giallo al cinturino in caucciù. Il resto è una storia di successo scandita da tante tappe espressione di una volontà di sperimentare coniugata a una raffinata tecnica orologiera.

Photo credit: Courtesy Hublot
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Un percorso che nel 2005 ha visto l’ingresso dell’iconico Big Bang Original, primo segnatempo ad adottare una costruzione a sandwich della cassa. “Il concetto rivoluzionario di Arte della Fusione ha forgiato il successo di Hublot lungo tutto il suo percorso. E ha portato la Maison ad essere prima, unica e diversa. La sua espressione più potente, l’iconico Big Bang creato nel 2005, ha definito l’identità della maison elvetica ed è diventato il motore della sua manifattura e del reparto Ricerca e Sviluppo. Oggi questo best seller rimane il riferimento al quale ispirarsi per reinventarsi e guardare al futuro. Un principio contenuto nel codice genetico di Hublot e una storia di successo che è appena iniziata”, ha dichiarato Ricardo Guadalupe, Ceo della Casa di Nyon dal 2009 nell’orbita del gruppo LVMH.

Oggi, per comprendere il futuro della Maison, è sufficiente ripercorrerne la storia. Un tragitto che dopo il lancio del Big Bang Original ha visto nel 2006 la presentazione del Big Bang All Black al quale poi sono seguiti altri pezzi iconici come il King Power e lo Spirit of Big Bang. Ma il concetto di arte della fusione trova la sua più alta sublimazione nel lavoro di ricerca che in questi 40 anni ha visto Hublot spingere sempre più forte sul pedale della sperimentazione audace, con l’obiettivo di mettere a punto materiali sempre più ricercati.

Photo credit: Courtesy Hublot
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Un fermento creativo e un’alchimia che ha prodotto risultati unici come il Magic Gold. Ideato e sviluppato in collaborazione con l'Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL) e prodotto nella fonderia Hublot, è a oggi l'unica lega d'oro a 18 carati che non si graffia, oltre a essere la più dura al mondo. All’oro si sono poi aggiunti la ceramica e lo zaffiro, materiali che caratterizzano alcune famiglie di segnatempo realizzate dalla Manifattura.

Photo credit: Courtesy Hublot
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Dalla chimica dei materiali alla meccanica il passo è breve. Anche su questo fronte in 40 anni di storia Hublot è riuscita a portare una ventata d’innovazione senza precedenti. Un percorso inaugurato nel 2010 con Unico, il primo movimento di manifattura al quale si sono poi aggiunti pezzi del calibro, è proprio il caso di dirlo, del MECA-10, che presenta uno scheletro che ricorda un gioco di costruzioni "Meccano"; oppure l’MP-05 "La Ferrari", che incorpora 637 componenti, un tourbillon e una riserva di carica di 50 giorni, e l'MP-07, trasposizione di un blocco motore di una fuoriserie in un orologio elegante. Per chi opera nell’industria del tempo 40 anni possono sembrare pochi, in realtà è sempre la qualità del vissuto a fare la differenza e in questo arco temporale, come sottolineato dalla mostra virtuale, Hublot non è seconda a nessuno.