I cani riconoscono il Covid dal sudore, nuovo studio

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REUTERS/Guglielmo Mangiapane
REUTERS/Guglielmo Mangiapane

Può un cane addestrato riconoscere il covid-19 annusando le persone potenzialmente affette dal virus? Per rispondere a questa domanda è stato avviato uno studio presso il il Drive-in Campus test del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma. Si tratta della prima ricerca al mondo e verrà realizzata su un campione statistico di oltre mille pazienti. 

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Il progetto prevede una prima fase di sperimentazione di 6-8 settimane, durante le quali i cani verranno addestrati a riconoscere il Covid-19 attraverso specifiche tecniche mutuate dall'addestramento per gli esplosivi. Seguiranno altre quattro-sei settimane di sperimentazione su volontari, grazie alla collaborazione dei pazienti che effettuano i tamponi al Drive-in Campus test. 

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Ai pazienti verrà richiesto di prelevare il proprio sudore con una garza e riporla in un contenitore anonimo dotato di un numero identificativo corrispondente al paziente stesso. Gli operatori cinofili sottoporranno il campione al cane che, grazie all'addestramento ricevuto e al suo straordinario fiuto, darà in pochi secondi il suo responso sulla presenza del Covid-19.

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Il risultato verrà annotato su un apposito registro. Parallelamente, il Laboratorio analisi del Policlinico eseguirà il test molecolare del tampone nasofaringeo dello stesso paziente e registrerà i risultati su un database in cui i pazienti verranno resi anonimi. I due risultati verranno poi confrontati. 

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A coordinare il progetto è la professoressa Silvia Angeletti, direttore dell'Unità Laboratorio analisi del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, che ha detto: "Il nostro studio rappresenta il primo esempio di una collaborazione tra ricerca in laboratorio e sperimentazione sul campo. Grazie alle possibilità offerte contemporaneamente dall'attività del Drive-in Campus test e del Laboratorio Analisi possiamo lavorare in presa diretta con i cani e verificare scientificamente le nostre ipotesi".

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